La Clarity Act può rafforzare la lotta all’elusione delle sanzioni
Secondo TRM Labs, la Clarity Act sottopone exchange ed emittenti di stablecoin a regole più severe su BSA e sanzioni, aprendo anche più spazio alla collaborazione in tempo reale con le autorità statunitensi.

In breve
- Secondo il ricercatore di TRM Labs Ari Redbord, la Digital Asset Market Clarity Act americana è pensata per contrastare meglio l’elusione delle sanzioni e il riciclaggio nel settore crypto.
- La legge porterebbe i digital asset service provider sotto il Bank Secrecy Act, imponendo controlli, segnalazioni, audit e collaborazione in tempo reale con le forze dell’ordine.
- La Clarity Act introdurrebbe anche nuovi poteri per trattenere fondi sospetti e per colpire giurisdizioni e soggetti che facilitano flussi di denaro illegali.
La Digital Asset Market Clarity Act americana, secondo Ari Redbord di TRM Labs, non andrebbe letta come un via libera all’elusione delle sanzioni. Al contrario, per lui è una norma che può aiutare a contrastarla in modo più ampio. Il dibattito si è acceso dopo che la senatrice Elizabeth Warren ha definito su X la bozza di legge come un possibile “ticket to sanctions evasion”, ma Redbord sostiene che il testo si appoggi proprio a strumenti che nella pratica hanno già funzionato.
Più controlli sul crypto
Il cuore della proposta, spiega Redbord, è che i digital asset service provider verrebbero finalmente ricondotti sotto il Bank Secrecy Act. In pratica, questo comporterebbe analisi del rischio, controlli interni, un compliance officer, formazione, audit e l’obbligo di segnalare le transazioni sospette.
La legge punta anche a rendere strutturato lo scambio di informazioni in tempo reale tra exchange e law enforcement. Così, un sistema come Beacon Network, pensato per intercettazione rapida, sequestro e blocco, non dipenderebbe più soltanto dalla collaborazione volontaria, ma avrebbe una base giuridica precisa.
In più, la proposta prevede un gruppo di lavoro indipendente incaricato di sviluppare strumenti di AI per individuare il finanziamento del terrorismo e il riciclaggio nei mercati digitali. Per gli operatori kiosk arriverebbero anche wallet pinning, periodi di hold e limiti giornalieri per i nuovi utenti, insieme a blockchain intelligence per fermare i truffatori prima che i fondi escano dalla piattaforma.
Sanzioni e applicazione delle regole
Redbord sottolinea anche che il Treasury Department otterrebbe il potere esplicito di intervenire contro le giurisdizioni che rappresentano una fonte primaria di riciclaggio. Secondo lui, questo sposta l’attenzione dalle singole transazioni all’origine dei flussi di denaro, rendendo più incisiva l’azione contro le reti illegali.
La Clarity Act include inoltre una hold law per gli asset digitali, che consentirebbe ai fornitori di servizi e agli emittenti di stablecoin di trattenere e, se necessario, congelare i fondi collegati a presunte attività illecite. Resterebbero comunque validi gli obblighi di segnalazione e i poteri sulle sanzioni già previsti.
Nel testo c’è anche una tutela esplicita per gli sviluppatori non-custodial che non entrano mai in possesso dei fondi dei clienti. Allo stesso tempo, resterebbe possibile perseguire penalmente chi aiuta consapevolmente a spostare proventi criminali, anche se non ha la custodia degli asset.
Perché è importante
Per chi segue il crypto in Europa, questo confronto mostra quanto rapidamente negli Stati Uniti stiano convergendo regolamentazione crypto, sanzioni e norme antiriciclaggio. La Clarity Act non si limita a definire meglio i confini giuridici tra autorità di vigilanza, ma prova anche a inserire gli operatori di mercato in un quadro di controlli più rigido. Questo può pesare per gli exchange internazionali e per le aziende crypto che lavorano con clienti americani, requisiti di compliance o rischi legati all’applicazione delle regole. Nel dibattito più ampio conta anche il modo in cui la legge tratta la protezione degli sviluppatori non-custodial, un tema che al Senato continua a dividere da tempo.