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Clarity Act sotto pressione per le banche al Senato

Il Senato deve prima approvare il dibattito sulla Clarity Act il 15 settembre, mentre le banche vogliono ancora modifiche. La legge deve definire il ruolo di SEC e CFTC per le crypto e le payment stablecoin.

Clarity Act sotto pressione per le banche al Senato

In breve

  • La Clarity Act americana è sotto pressione per i tempi stretti, perché il settore bancario vuole ancora modifiche poco prima del voto al Senato.
  • Secondo Summer Mersinger, riaprire una disposizione negoziata per mesi potrebbe ritardare il disegno di legge o farlo naufragare.
  • La legge deve chiarire i compiti di SEC e CFTC e fissare regole per le piattaforme crypto e le payment stablecoin.

La Clarity Act americana è sotto pressione ora che il settore bancario vuole ancora introdurre modifiche poco prima di un voto cruciale al Senato. Secondo Summer Mersinger, CEO della Blockchain Association, riaprire una disposizione negoziata per mesi finirebbe per ritardare il disegno di legge e potrebbe anche farlo naufragare.

Agenda politica stretta

Mersinger fa notare che il Senato il 15 settembre deve prima ottenere 60 voti per aprire il dibattito sulla legge. Dopo di allora, secondo lei, restano meno di tre settimane lavorative prima che la battaglia sul bilancio prenda il sopravvento sull’agenda e lo spazio legislativo verso le elezioni di medio termine si chiuda quasi del tutto.

Questa tempistica rende difficile qualsiasi nuovo negoziato. Secondo lei, il settore bancario chiede di riaprire una parte a cui i suoi rappresentanti hanno già lavorato per mesi. Non si tratterebbe di migliorare il testo, ma di avviare un nuovo giro di colloqui per cui, in pratica, non c’è più tempo.

Di cosa parla il disegno di legge

La Clarity Act serve a definire in modo più netto la divisione dei ruoli tra SEC e CFTC. La legge deve anche stabilire regole per le piattaforme che servono clienti americani, con requisiti su registrazione, separazione dei fondi dei clienti e norme contro i conflitti di interesse.

Per chi segue le crypto in Europa, questo è rilevante perché gli Stati Uniti stanno cercando di costruire una struttura di mercato più ampia per le crypto, non solo per le stablecoin. La legge tratta anche la posizione delle payment stablecoin e tocca quindi direttamente la domanda su quale autorità di vigilanza debba controllare quali asset digitali.

Mersinger definisce le modifiche proposte dalle banche non una piccola revisione, ma un cambio di rotta sostanziale. In particolare, la sostituzione dello standard con “substantially similar” e la cancellazione di “solely” cambierebbero in modo evidente la portata della legge, secondo lei.

Perché i tempi contano

La discussione arriva in un momento in cui la legge ha già seguito un lungo percorso politico. Secondo il contesto fornito, la Clarity Act è stata presentata nel maggio 2025 e approvata dalla Camera dei Rappresentanti nel luglio 2025 con il sostegno bipartisan. Questo rende il prossimo passaggio al Senato ancora più importante, perché un nuovo ritardo ridurrebbe le possibilità di ulteriori passi avanti in autunno.

Mersinger sostiene che la legge contenga già le necessarie tutele per consumatori e operatori di mercato. Il suo punto centrale è semplice: il testo è pronto, i negoziati sono in gran parte conclusi e ora il Senato deve scegliere se far andare avanti il dibattito o se bloccarlo di nuovo.

La pressione sul Senato si inserisce in una più ampia impasse sulla legge sulla struttura del mercato. Anche la CFTC sta già preparando le proprie regole crypto nel caso in cui il Congresso non riesca a chiudere la legge in tempo.


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