Cronos torna indietro di 10.961 blocchi dopo l’hack di Tectonic
I validator hanno riportato indietro 10.961 blocchi per recuperare $111,2 milioni dopo un exploit su Tectonic. L’intervento solleva domande su finalità e decentralizzazione su Cronos.

In breve
- Cronos ha riportato indietro 10.961 blocchi dopo l’hack di Tectonic, recuperando così $111,2 milioni, circa il 92% dei fondi colpiti.
- L’attacco del 30 agosto riguardava $120,4 milioni di attività di borrowing; $9,19 milioni sono rimasti fuori portata perché erano già stati spostati.
- Il rollback ha annullato anche transazioni non legate all’attacco, alimentando il dibattito su sicurezza, decentralizzazione e finalità su Cronos.
Cronos ha riportato indietro 1 ora e 54 minuti di chain history dopo l’hack sulla piattaforma di lending Tectonic per recuperare $111,2 milioni (€95,7 milioni). Secondo il network, si è trattato di una “hard decision” dei validator, che così hanno recuperato circa il 92% dei fondi colpiti. L’intervento mostra fino a che punto a volte una blockchain debba spingersi per recuperare crypto rubate, ma anche quanto possa essere pesante un recupero del genere per utenti e app sulla rete.
Cosa è successo
Cronos ha comunicato che l’attacco del 30 agosto ha riguardato in totale $120,4 milioni (€104 milioni) di attività di borrowing. È più di quanto si pensasse inizialmente. Quando il network è stato fermato il 31 agosto, si stimavano ancora circa $75 milioni (€64,5 milioni) di fondi sottratti.
Secondo il post-mortem, $9,19 milioni (€7,9 milioni), cioè circa il 7,6% dei fondi colpiti, sono rimasti fuori portata perché erano già stati spostati prima dello stop del network. L’attaccante ha usato contracts e, secondo Cronos, ha gonfiato il prezzo di TONIC, il token nativo di Tectonic, di circa 100 volte in pochi minuti grazie alla scarsa liquidità DEX. Poi, in una sola transazione, sono stati presi in prestito $120,4 milioni (€104 milioni) su nove mercati usando il collaterale gonfiato.
I validator hanno fermato il network circa due ore dopo e alla fine hanno riportato la chain all’ultimo blocco prima dell’attività sospetta. La produzione dei blocchi è ripresa circa 11 ore dopo l’exploit.
Conseguenze per gli utenti
Il rollback ha significato che 10.961 blocchi sono stati annullati. Tutte le transazioni in quella finestra sono state cancellate, comprese quelle che non avevano nulla a che fare con l’attacco. Cronos ha riconosciuto che questo ha creato disagi e ha detto che le posizioni aperte sulle app live sono state ricalcolate quando il trading è ripreso.
Questo è rilevante per utenti e sviluppatori al di fuori di Tectonic. Una trade, un trasferimento o un’azione di smart contract su Cronos può sparire in seguito dalla storia se i validator decidono di riportare indietro la chain. Soprattutto bridge e altre app che reagiscono già a una transazione su Cronos prima che una decisione del genere venga eseguita corrono quindi un rischio maggiore di errori o perdite.
Dibattito sulla finalità
La scelta si inserisce in un dibattito più ampio nel mondo crypto tra sicurezza e decentralizzazione. I rollback possono recuperare fondi rubati, ma mettono anche in discussione l’idea che una blockchain non modifichi facilmente le transazioni già registrate. I critici sostengono da tempo che interventi del genere mettano sotto pressione l’affidabilità del registro.
Cronos, con un massimo di 100 validator, è relativamente piccolo, quindi è più facile coordinare uno stop e una ripartenza. Proprio questo ha reso possibile il rollback, ma sottolinea anche che la finalità sulla rete, in caso di emergenza, dipende dal consenso tra i validator.
Anche in altri attacchi DeFi si vede quanto rapidamente un protocollo possa intervenire dopo un exploit. Per esempio, Bonzo Lend su Hedera è stato colpito dopo che un errore dell’oracle ha fatto deragliare il prezzo del collaterale, portando poi il danno a oltre $9 milioni (€7,7 milioni).