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Crypto costringe Wall Street a ripensare il weekend 24/7

I perpetual futures sulle exchange crypto vengono usati sempre più spesso per seguire il rischio del weekend su petrolio e oro, mentre CME e la CFTC fanno fatica con il trading 24/7.

Crypto costringe Wall Street a ripensare il weekend 24/7

In breve

  • I derivati crypto stanno influenzando sempre di più il modo in cui Wall Street misura e copre il rischio del weekend, mentre i mercati tradizionali restano chiusi.
  • I perpetual futures sulle exchange crypto hanno registrato più attività nel fine settimana, con un open interest record di $1.2 miliardi su Hyperliquid l'8 marzo.
  • Il fenomeno mette pressione sui mercati tradizionali, che devono fare i conti con infrastrutture 24/7, anche se per ora volumi e partecipazione istituzionale restano contenuti.

I derivati crypto stanno diventando sempre più centrali nel modo in cui Wall Street affronta il weekend. Se prima l’obiettivo era semplicemente arrivare al venerdì pomeriggio senza sorprese, oggi molti trader si affidano a mercati aperti 24/7 per monitorare il rischio e coprire le posizioni mentre le borse tradizionali sono ferme.

Il rischio del weekend diventa negoziabile

La spinta arriva soprattutto dalla crescita dei perpetual futures sulle exchange crypto. A marzo, con l’aumento delle tensioni tra Iran e Israele, i volumi del weekend sui contratti legati al petrolio sulle piattaforme crypto sono saliti bruscamente, mentre il mercato tradizionale delle materie prime era chiuso. Su Hyperliquid, il valore complessivo delle posizioni aperte ha toccato un massimo storico di $1.2 miliardi (€1.1 miliardi) l'8 marzo, proprio di domenica.

Secondo chi opera sul mercato, non si è trattato solo di un picco isolato. Martin Lee di DWF Labs ha spiegato che, negli ultimi tre mesi, il volume del weekend nei perps sul petrolio su Hyperliquid è stato in media da 2 a 3 volte inferiore rispetto ai giorni feriali, ma da marzo è comunque aumentato di circa il 25%. Per i trader, quindi, non cambia soltanto il luogo in cui si scambia, ma anche il modo in cui si prezza il rischio legato a eventi geopolitici improvvisi.

TradFi cerca nuova infrastruttura

Il tema tocca da vicino anche il dibattito sul trading 24/7 fuori dall’universo crypto. In passato CME Group ha detto di voler introdurre contratti più piccoli 24/7 per il petrolio WTI e l'oro, ma la CFTC ha fermato il lancio. Il tutto si inserisce in una tensione più ampia tra il mercato crypto sempre aperto e i mercati tradizionali, dove clearing, settlement e processi di margin restano ancora in gran parte legati agli orari d’ufficio.

Per i trader, il nodo dell’infrastruttura conta quanto, se non più, dei volumi. Le banche e i grandi istituzionali non possono semplicemente spostare altro collateral di sabato o rifinanziare le posizioni, mentre i player nativi crypto, i prop shop e i trader retail sono già abituati a farlo tramite i perps. Per questo, almeno per ora, il mercato resta soprattutto un terreno per chi è già organizzato per operare in modo continuo.

Perché conta per l'Europa

Per chi segue il crypto in Europa, questa dinamica è importante perché il confine tra crypto e mercati tradizionali si sta assottigliando sempre di più. Se i perps vengono usati sempre più spesso come riferimento di prezzo e di rischio per petrolio, oro o azioni, questo può influenzare anche il modo in cui gli operatori professionali europei valutano il rischio del weekend e la liquidità. Allo stesso tempo, mostra che il trading 24/7 non è solo una caratteristica del crypto, ma forse un’anticipazione di strutture di mercato più ampie che sono ancora in fase di evoluzione.

Crypto come indicatore di prezzo

Oltre all’hedging, i perpetual hanno anche un altro ruolo: offrono ai trader una prima lettura di come potrebbe aprire un mercato dopo un weekend ricco di notizie. Hein Tibosch di Flow Traders ha definito i perps una fonte utile per capire la direzione prima che i mercati tradizionali riaprano. Anche un trader anonimo attivo nel market making ha detto che la domenica è meno frequente restare sorpresi dalla direzione del mercato.

Per ora, però, l’effetto resta limitato. Secondo gli standard di Wall Street, i volumi sono ancora contenuti e i grandi player istituzionali restano perlopiù alla finestra. Ma la direzione sembra chiara: il crypto non influenza più soltanto se stesso, sta iniziando a cambiare anche le abitudini di trading dei desk tradizionali.


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