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I founder crypto guardano a Dubai mentre si avvicina la scadenza di MiCA

Sempre più founder europei si spostano negli UAE, dove VARA rilascia licenze più in fretta rispetto alla transizione MiCA nell’UE. Binance e altri exchange sentono già la pressione.

I founder crypto guardano a Dubai mentre si avvicina la scadenza di MiCA

In breve

  • Le aziende crypto stanno guardando con sempre più interesse agli Emirati Arabi Uniti, perché dal 1 luglio 2026 MiCA segna una linea netta per chi non ha ancora l’autorizzazione.
  • NeosLegal, a Dubai, riceve oltre 120 richieste a settimana da aziende e founder che vogliono trasferirsi negli UAE, e circa la metà arriva dall’Europa.
  • Binance ha ritirato la sua richiesta MiCA in Grecia, mentre Dubai, con VARA, offre un quadro pensato per gli asset digitali e rende più semplice muoversi in tempi rapidi.

Le aziende crypto stanno puntando sempre più spesso sugli Emirati Arabi Uniti, anche perché le regole MiCA europee dal 1 luglio 2026 fissano un confine molto chiaro per chi non ha ancora ottenuto l’autorizzazione. Per molti founder, però, il tema non riguarda solo la compliance: entrano in gioco anche tempi, costi e il dubbio che l’Europa riesca davvero a tenere il passo con un settore che si muove velocemente.

Più pressione sulle aziende europee

Secondo Irina Heaver, avvocata di NeosLegal a Dubai, le richieste da parte dei founder europei sono aumentate in modo significativo. Il suo studio riceve ormai più di 120 richieste a settimana da aziende e fondatori interessati a trasferirsi negli UAE, e circa la metà arriva dall’Europa, compresi Spagna, Italia, Germania, Svizzera e Regno Unito.

Questo flusso è partito già circa 18 mesi fa, quindi prima ancora dell’entrata in vigore delle prime regole MiCA. Da allora sono arrivate anche le norme sulle stablecoin e i crypto-asset service provider stanno attraversando una fase di transizione che porterà alla scadenza del 1 luglio 2026. Dopo quella data, le aziende che fanno ancora affidamento sui vecchi regimi nazionali non potranno più offrire servizi regolati da MiCA nell’UE.

Heaver spiega che a muoversi sono soprattutto imprenditori già affermati, stanchi della burocrazia e della pressione regolatoria in Europa. Non si tratta, dice, di nuovi arrivati, ma di founder con exit già alle spalle e anni di esperienza nel settore crypto.

Binance sente la scadenza

La pressione si sta già facendo sentire anche sui grandi operatori. Binance, il più grande exchange crypto al mondo per volume di scambi, la scorsa settimana ha ritirato la sua richiesta MiCA in Grecia e ha comunicato agli utenti UE che sospenderà alcuni servizi mentre cerca una soluzione alternativa. L’azienda, però, ribadisce di voler restare fedele alle proprie ambizioni in Europa.

Nel frattempo, i concorrenti stanno provando a conquistare spazio. OKX e Coinbase hanno annunciato un giorno dopo bonus fino all’8 percento sui depositi e sui trasferimenti totali per i nuovi utenti. Ma per le aziende crypto più piccole lo spazio resta limitato, avverte Erald Ghoos, dirigente di OKX. Secondo lui, l’80 percento delle aziende crypto non sopravviverà a MiCA e finirà spinto fuori dall’UE.

Perché Dubai resta attraente

MiCA dovrebbe introdurre un unico rulebook per tutto lo Spazio economico europeo, un mercato da circa 500 milioni di persone. Gli UAE seguono invece un’impostazione diversa: la Virtual Assets Regulatory Authority di Dubai, o VARA, è stata creata proprio per vigilare sul comparto crypto con un quadro costruito su misura per gli asset digitali.

Per Heaver, questa differenza pesa molto soprattutto per le startup. Le aziende possono essere avviate in pochi giorni invece che in mesi, così i founder riescono a portare i prodotti sul mercato più rapidamente. Una licenza negli UAE apre anche l’accesso ai mercati di Asia, Nord Africa e del cosiddetto global south, per un bacino complessivo di circa 4 miliardi di potenziali clienti.

Per chi segue le news crypto europee, questo spostamento mostra che MiCA non è solo una questione di compliance, ma anche una sfida competitiva su talenti, sedi operative e gettito fiscale. Se sempre più founder esperti lasceranno l’Europa, il peso della regione nel mercato crypto potrebbe cambiare nel lungo periodo, anche se per ora non è ancora chiaro quanto sarà forte questo effetto.


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