Gli investitori crypto tornano a guardare ai fondamentali
Gli investitori valutano i token più spesso in base a ricavi, adozione e value capture, con DeFi, appchain e asset tokenizzati sotto i riflettori. Nel frattempo, i perpetual futures continuano a determinare il breve termine.

In breve
- Gli investitori crypto guardano sempre meno alle classifiche di market cap e sempre più a ricavi, utilizzo e value capture.
- I perpetual futures continuano a dominare il prezzo giornaliero, mentre i fondamentali pesano soprattutto nel lungo periodo.
- Gli investitori istituzionali e gli analisti valutano più spesso i progetti in base al valore economico, alle transazioni e ai ricavi da commissioni che alla capitalizzazione di mercato.
Gli investitori crypto guardano sempre meno alle classifiche per market cap e sempre più a ricavi, utilizzo e value capture. Secondo i dirigenti di Bitwise, Wintermute e della Arbitrum Foundation, il mercato si sta quindi spostando da un modo di valutare soprattutto speculativo a una valutazione di lungo periodo, mentre i perpetual futures continuano ancora a dominare il prezzo giornaliero.
Dalla classifica all’utilizzo
L’amministratore delegato di Bitwise, Hunter Horsley, ha definito questo spostamento come la fine dell’epoca in cui il mercato crypto veniva letto soprattutto come una classifica di CoinMarketCap. Nei cicli precedenti, le nuove reti layer-1 venivano spesso valutate come una frazione della più grande blockchain sopra di loro, così i progetti più piccoli venivano automaticamente prezzati con uno sconto.
Questa logica sta perdendo terreno, ha detto Horsley, perché ora gli investitori guardano più spesso al mercato indirizzabile, all’adozione e a quanta valore economico un progetto riesca davvero a catturare. Come esempio ha citato Hyperliquid, dove gli investitori possono analizzare l’attività di trading e l’economia dietro il token HYPE invece di confrontare semplicemente il progetto con una versione più piccola di un’altra chain. Il token è circa il 20% sopra rispetto a un anno fa.
Horsley ha anche detto che i wealth manager che hanno ottenuto accesso al settore di recente spesso non sanno nemmeno in che posizione si trovi un token su CoinMarketCap. Secondo lui, per la loro analisi semplicemente non è rilevante.
I perpetual futures continuano a guidare
Il trader OTC di Wintermute, Jasper De Maere, ha sottolineato che fondamentali e flussi di trading lavorano su orizzonti temporali diversi. Nell’intraday, funding, posizionamento e liquidazioni determinano ancora il quadro, mentre i volumi dei perpetual futures sulla maggior parte dei principali token restano ancora ben sopra lo spot.
Allo stesso tempo, secondo lui, negli ultimi 12-18 mesi l’attenzione si è spostata dall’infrastruttura alle applicazioni e alle appchain, che assomigliano di più ai modelli noti di fintech e venture capital. Soprattutto in DeFi, negli exchange di perpetual futures e nelle decentralized physical infrastructure networks, i modelli di business sostenibili e la value capture stanno guadagnando più peso.
De Maere ha anche fatto notare che la composizione del mercato sta cambiando. Nella prima metà del 2026 le controparti istituzionali hanno rappresentato circa il 72% del flusso spot OTC di Wintermute, contro circa il 59% di un anno prima. Questi flussi erano concentrati soprattutto nelle grandi criptovalute e in un piccolo gruppo di token con ricavi, mentre gli asset real-world tokenizzati sono emersi come nuova categoria.
Perché è importante
Per gli investitori crypto europei, questo cambiamento può essere importante perché gli allocatori professionali fanno sempre più spesso le stesse domande dei mercati tradizionali: chi guadagna, chi usa il prodotto e chi può trattenere quel valore. Questo può essere particolarmente rilevante per DeFi, asset tokenizzati e altri progetti la cui base economica è più misurabile di una semplice alta capitalizzazione di mercato.
Brendan Ma della Arbitrum Foundation ha detto che ormai gli analisti guardano meglio a mix dei ricavi, attività di transazione e value capture rispetto a un anno fa. Secondo lui, i ricavi da commissioni, gli utenti che pagano fee e il capitale che resta su una rete, come i saldi di stablecoin e gli asset tokenizzati, sono più difficili da manipolare rispetto, per esempio, al numero di indirizzi o al total value locked.
Ma ha citato Arbitrum come esempio di analisi a livello di progetto. La rete ha elaborato più di 2,7 miliardi di transazioni lifetime, comprese oltre 500 milioni nel 2026, mentre Robinhood Chain secondo la foundation genera circa $40 milioni (€34,6 milioni) di ricavi annuali. Nell’ambito del programma di espansione di Arbitrum, il 10% dei ricavi netti del protocollo torna all’ecosistema.
La divisione più ampia è visibile anche tra crypto e società quotate in borsa collegate al settore. Secondo una panoramica di mercato di Bitwise, nella prima metà dell’anno le criptovalute sono scese del 36%, mentre le azioni crypto sono salite del 23%. Questo non significa automaticamente che il divario continuerà, ma sottolinea che gli investitori valutano sempre più il settore per segmento.
Il responsabile della ricerca di Grayscale, Zach Pandl, ha detto che per lui Bitcoin resta soprattutto un macro-asset, legato alla domanda di alternative alle valute fiat. Secondo lui, le altre criptovalute saranno giudicate più duramente in base alla loro economia sottostante, mentre stablecoin, asset tokenizzati e strumenti DeFi potranno continuare a spingere la domanda di asset digitali.