I Democratici inviano ai Repubblicani una controproposta sulla Clarity Act
I Democratici contestano le disposizioni etiche e la ripartizione dei ruoli tra SEC e CFTC. Il voto al Senato è il primo test per la legge crypto americana.

In breve
- I senatori democratici hanno inviato tardi lunedì una controproposta sulla Clarity Act ai Repubblicani.
- Martedì il Senato voterà in modo procedurale sulla riveduta Digital Asset Market Clarity Act, un primo test formale per la legge.
- La legge deve chiarire la supervisione sulle crypto tra CFTC e SEC, ma non ha ancora un ampio sostegno.
I senatori democratici hanno inviato tardi lunedì una controproposta ai Repubblicani sui punti principali della legge crypto americana Clarity Act. È successo poco prima di un voto procedurale cruciale al Senato, previsto per martedì, mentre i negoziati sulle regole del mercato crypto sono ancora in pieno svolgimento.
Nuovo round al Senato
Secondo una fonte a conoscenza della situazione, la controproposta è arrivata un giorno dopo che i Repubblicani avevano diffuso una nuova versione della Digital Asset Market Clarity Act. Il voto di martedì pomeriggio è il primo test formale per la legge. Se il voto passa, il dibattito potrà andare avanti e seguiranno altri passaggi prima che una proposta approvata possa arrivare alla Camera dei Rappresentanti.
I Democratici che potrebbero votare a favore della legge avevano già espresso in precedenza preoccupazioni per la disposizione etica modificata. La loro principale obiezione sembrava essere che il nuovo testo continuerebbe a impedire ai procuratori statali di avviare direttamente una causa o un’azione di enforcement contro il presidente degli Stati Uniti. Inoltre, l'Office of Government Ethics potrebbe emettere una segnalazione che consentirebbe ai funzionari di alto livello del governo di mantenere i loro legami con attività crypto.
Cosa è in gioco
La Clarity Act ha lo scopo di dare più chiarezza alle regole americane sulle crypto. Il punto centrale è la ripartizione della supervisione tra CFTC e SEC, con un’autorità che dovrebbe vigilare sulle digital commodities e l’altra sui token considerati titoli o contratti di investimento. La legge è da mesi oggetto di confronto tra entrambe le parti ed è già stata portata avanti dalla Senate Banking Committee nel maggio 2026.
Questo contesto più ampio aiuta a spiegare perché il voto sia così delicato. Per chi segue le crypto in Europa, è rilevante perché con questa legge gli Stati Uniti potrebbero creare un quadro molto più chiaro per il settore, mentre anche enforcement e tutela dei consumatori restano una parte centrale del dibattito. Allo stesso tempo, la resistenza di procuratori statali, gruppi di settore e banche mostra che il testo non può ancora contare su un sostegno ampio.
Il settore e la lobby continuano a spingere
L’industria crypto ha chiesto soprattutto al Senato di far andare avanti il voto procedurale. La presidente della Blockchain Association, Summer Mersinger ha detto che servono regole chiare per proteggere i consumatori e contrastare frodi e attività illegali, mantenendo però possibile l’innovazione negli Stati Uniti. Altri gruppi si sono invece opposti al voto senza ulteriori modifiche, anche per le regole sui prediction markets e per la limitazione delle opzioni di enforcement per i procuratori statali.
Anche le grandi associazioni bancarie hanno continuato a chiedere modifiche al testo sui rendimenti e sui premi legati alle stablecoin. Il dibattito quindi non riguarda solo se la legge passerà al Senato, ma anche quale versione riuscirà alla fine a ottenere abbastanza sostegno per andare avanti.
La pressione politica sulla legge è aumentata ancora nelle ultime settimane, anche perché la disputa sull’etica al Senato aveva già causato un ritardo in precedenza. Questo rende il voto di martedì soprattutto un test per capire se c’è abbastanza spazio per ritoccare ancora il testo.