Ethereum scende a $1,730 mentre si avvicina Glamsterdam
Con la rete ancora molto usata, il mercato sembra ignorare il prossimo upgrade Glamsterdam e ETH mette alla prova un supporto chiave intorno a $1,754.

In breve
- Ethereum scambia intorno a $1,730, il livello più basso da marzo 2023, dopo un ribasso di circa 65% rispetto all’all-time high di agosto 2025.
- L’upgrade Glamsterdam si avvicina e punta a più throughput, ePBS e Block-Level Access Lists, ma per ora il mercato lo sta quasi ignorando.
- L’attività on-chain resta robusta, mentre sentiment e indicatori tecnici restano deboli e il supporto intorno a $1,754 è sotto pressione.
Ethereum quota intorno a $1,730 (€1,520), il livello più basso da marzo 2023, dopo aver perso circa 65% rispetto all’all-time high di agosto 2025. Il dato colpisce ancora di più perché arriva proprio mentre si avvicina il più grande upgrade dai tempi di The Merge, ma per ora la reazione del mercato crypto è stata molto tiepida.
Glamsterdam riceve poca attenzione
Il prossimo upgrade Glamsterdam dovrebbe intervenire in modo profondo sulla base layer di Ethereum ed è il primo grande aggiornamento dedicato al throughput dal 2022. Secondo l’analista crypto Ted Pillows, si tratta dell’upgrade più importante per Ethereum da The Merge. Le attese parlano di un gas limit in aumento da circa 60 milioni a 200 milioni per block, con un throughput teorico fino a 10.000 transazioni al secondo e fino al 78% in meno di gas fee.
L’aggiornamento ruota soprattutto attorno a Enshrined Proposer-Builder Separation, cioè ePBS, e a Block-Level Access Lists. Devnet-5 e Devnet-6 sono già operative, mentre circola un obiettivo interno per il mainnet entro fine agosto. Dopo l’upgrade Fusaka di dicembre 2025, pensato soprattutto per lo scaling di Layer 2, Glamsterdam si sta quindi imponendo come il prossimo passo rilevante per Layer 1.
L’uso resta alto, il sentiment no
I dati on-chain raccontano una storia diversa rispetto al prezzo. Glassnode indica la media a 30 giorni degli indirizzi attivi intorno a 450.000, più o meno sugli stessi livelli di agosto e settembre 2025, quando ETH scambiava ancora sopra $4,500 (€3,950). L’attività ha poi toccato un massimo a febbraio 2026, arrivando a circa 740.000 indirizzi, un segnale che la rete continua a essere utilizzata in modo intenso.
Il sentiment, invece, è molto più debole. Santiment misura una dominance sociale di ETH pari appena a 0,587%, uno dei livelli più bassi degli ultimi dodici mesi e oltre. Il quadro è quello tipico di un mercato con poca euforia, ma senza ancora una vera fase di capitolazione.
Il supporto intorno a $1,754 (€1,540) è sotto pressione
Dal lato tecnico, il quadro resta fragile. Sul grafico settimanale Ethereum si trova subito a contatto con il supporto Fibonacci 0,786 a $1,753.66 (€1,540), una fascia che in passato i compratori hanno difeso cinque volte. L’RSI weekly è intorno a 38: un livello debole, ma non ancora in territorio di forte ipervenduto.
Sul grafico giornaliero, una trendline discendente partita dall’all-time high continua a respingere ogni tentativo di rimbalzo. La stessa struttura sta tenendo ETH proprio contro l’area di supporto, e questo aumenta il rischio di una rottura al ribasso. Una chiusura weekly sotto $1,754 (€1,540) aprirebbe spazio a un ritracciamento completo verso $881.56 (€773), mentre un recupero lascerebbe margine solo fino a $2,438 (€2,140).
Per chi segue il mercato crypto in Europa, il punto è rilevante perché Ethereum spesso orienta il tono delle altcoin più ampie e dell’attività DeFi. Se il mercato dovesse iniziare a prezzare l’upgrade solo più avanti, l’attenzione potrebbe spostarsi dal prezzo di breve periodo ai fondamentali della rete e al ruolo di Ethereum come base layer del mercato crypto.