L’FBI tiene un simposio riservato sui crimini crypto con Chainalysis e TRM Labs
L’incontro a San Antonio ha riunito FBI, FinCEN e soggetti forensi attorno a frodi, hack e rischi legati alle sanzioni. Si è parlato anche di compliance delle stablecoin e di attività nordcoreana.

In breve
- L’FBI ha organizzato di nuovo a San Antonio un incontro riservato sulla criminalità crypto con ricercatori, forze dell’ordine e specialisti della sicurezza.
- Durante l’evento si è parlato di frodi, hack, rischi legati alle sanzioni, cartelli, finanziamento del terrorismo e altri reati con asset virtuali.
- Tra i presenti c’erano anche Chainalysis, TRM Labs, Predicate, SEAL e FinCEN, con focus su indagini e scambio di informazioni.
L’FBI ha tenuto di nuovo in silenzio un proprio incontro dedicato al crypto crime. Durante la Virtual Asset Technical Exchange a San Antonio, ricercatori, forze dell’ordine straniere e specialisti della sicurezza crypto hanno parlato di frodi, hack, rischi legati alle sanzioni e altri reati in cui vengono usate le crypto.
Incontro a porte chiuse
L’evento, che in precedenza era noto come Virtual Currency Symposium, secondo tre partecipanti passati era un incontro su invito con circa 50 soggetti del settore privato e partner. In totale, i numeri sono saliti fino a centinaia. L’impostazione è chiaramente diversa dalle grandi conferenze crypto: c’erano keynote, panel, fireside chat e demo, ma l’attenzione era su indagini e scambio di informazioni.
Tra i presenti c’erano, secondo le fonti, anche aziende di blockchain forensics come Chainalysis e TRM Labs. TRM ha confermato la propria presenza, mentre FBI e Chainalysis non hanno commentato. Predicate, un fornitore di infrastruttura di compliance per prodotti blockchain, ha detto che il cofondatore e CEO Nikhil Raghuveera ha tenuto una presentazione sulla compliance delle stablecoin e su GENIUS. C’erano anche rappresentanti di SEAL e FinCEN.
Focus sugli abusi
Le discussioni hanno riguardato l’uso degli asset virtuali da parte dei cartelli e nel finanziamento del terrorismo, ma anche frodi informatiche, scam, sfruttamento minorile, tratta di esseri umani e reati violenti, comprese le cosiddette wrench attack. Secondo una fonte che conosce l’evento, si è parlato anche di nuovi hack, attività nordcoreana e modi per condividere meglio le intelligence.
Un partecipante l’ha riassunto in modo netto: questo non è un evento crypto, ma un incontro delle forze dell’ordine per chi lavora nelle indagini. L’atmosfera ruota meno attorno allo sviluppo del mercato e più attorno alle minacce attive, ai metodi di indagine e ai casi che possono portare ad arresti e sequestri.
Perché conta
Per chi segue il settore crypto in Europa, questo mostra quanto seriamente le autorità di Stati Uniti affrontino il crypto crime. L’FBI aveva già creato nel febbraio 2022 una Virtual Assets Unit per seguire i flussi di denaro illegali e mettere insieme team di diversi reparti. Questo si inserisce in una tendenza più ampia in cui frodi, elusione delle sanzioni e cybercrime passano sempre più spesso attraverso le crypto.
Questo contesto è rilevante perché aziende forensi, operatori della compliance e autorità di vigilanza lavorano sempre più spesso sugli stessi dossier. Nel 2025 l’uso delle crypto da parte di soggetti sanzionati è aumentato secondo Chainalysis, aumentando ancora di più la pressione su indagini e monitoraggio.
Anche la recente attività nordcoreana mostra perché questa collaborazione resti urgente: l’FBI ha collegato quella campagna a migliaia di wallet colpiti e a milioni in crypto sottratte.