Fed e BoJ decidono i tassi la prossima settimana, Bitcoin osserva
Il mercato punta soprattutto su una hold, ma lo yen e il carry trade potrebbero rendere la decisione della BoJ più importante per Bitcoin rispetto a quella della Fed.

In breve
- La Federal Reserve e la Bank of Japan prenderanno le loro decisioni sui tassi la prossima settimana, mentre Bitcoin quota intorno a $64,000.
- Il mercato si aspetta soprattutto una hold, anche se a Washington una minoranza continua a vedere possibile un rialzo.
- Per Bitcoin conta molto anche lo yen, perché un suo rafforzamento o tassi giapponesi più alti possono mettere pressione sulle posizioni rischiose.
La Federal Reserve e la Bank of Japan si preparano a comunicare le rispettive decisioni sui tassi la prossima settimana, a distanza di due giorni l’una dall’altra. Bitcoin si muove intorno a $64,000 (€56,300) e, in entrambi i casi, il mercato sembra orientato soprattutto verso una hold, anche se a Washington una parte degli operatori continua a ipotizzare un rialzo.
La Fed tiene il mercato con il fiato sospeso
La Fed mantiene il proprio target range fermo dal dicembre 2025, tra il 3,5% e il 3,75%. Se mercoledì non dovesse cambiare nulla, sarebbe la quinta hold di fila. Eppure, nelle ultime settimane le aspettative si sono mosse in fretta: CME FedWatch ha portato la probabilità di un rialzo a luglio al 23 luglio fino a circa il 38%, rispetto al 12% di una settimana prima. Adesso è scesa al 34,2%.
A spingere quel cambiamento sono stati soprattutto i prezzi più alti del petrolio. Il Brent ha chiuso il 23 luglio sopra i $100 (€88) al barile per la prima volta da maggio. Nel frattempo, a giugno l’inflazione aveva mostrato un sollievo temporaneo, con un calo mensile dello 0,4% e un dato annuo al 3,5% contro il 4,2% precedente. Per luglio, però, il quadro potrebbe tornare a complicarsi se il petrolio e le tensioni geopolitiche finiranno per riflettersi nei dati, attesi per il 12 agosto.
Lo yen resta più importante per Bitcoin
Per Bitcoin, però, la Bank of Japan potrebbe pesare persino più della Fed. Nikkei ha riportato che il 31 luglio la BoJ dovrebbe lasciare il tasso di riferimento all’1%, ma l’attenzione resta concentrata soprattutto sullo yen. La valuta la scorsa settimana è scesa oltre quota 163 per dollaro, toccando il livello più debole degli ultimi quattro decenni, dopo che la ministra delle Finanze Satsuki Katayama ha detto che il governo è pronto a intervenire se necessario.
Il punto è che tassi giapponesi e yen carry trade sono strettamente collegati al mercato crypto. Se indebitarsi in yen diventa più costoso, oppure se lo yen si rafforza rapidamente, il finanziamento delle posizioni più rischiose può andare sotto pressione. In questi casi Bitcoin è spesso tra i primi asset a essere venduti, anche perché si scambia 24 ore su 24 e offre liquidità immediata. Questo meccanismo ha pesato anche nel recente movimento di Bitcoin legato allo yen debole.
Perché i lettori europei dovrebbero seguirlo
Per chi investe in crypto in Europa, questa è soprattutto una storia macro che va oltre il solo tasso americano. Tassi più alti negli Stati Uniti possono rendere meno attraenti gli asset rischiosi, mentre uno yen più forte può stringere la liquidità globale. Per questo la combinazione tra la decisione della Fed e quella della BoJ resta importante per chi guarda a Bitcoin come indicatore del sentiment di rischio sui mercati più ampi.