Il dibattito nella Fed mette Bitcoin e oro sotto i riflettori
Gli investitori guardano soprattutto al tono della Fed su un possibile rialzo a dicembre. Tassi più alti e un dollaro forte di solito pesano su Bitcoin e oro.

In breve
- I trader sui futures scommettono al 90% su un tasso invariato da parte della Federal Reserve.
- Il mercato guarda soprattutto alla possibilità di un rialzo dei tassi a dicembre, che secondo CME FedWatch è al 75%.
- Bitcoin e oro reagiscono alla comunicazione della Fed, alla forza del dollaro e alle aspettative sui tassi, cosa rilevante anche per gli investitori europei.
I trader sui futures danno al 90% la probabilità che la Federal Reserve mercoledì lasci i tassi invariati. Per questo l’attenzione si sposta su due discussioni interne alla banca centrale che sono particolarmente rilevanti per Bitcoin e oro: dove andranno i tassi dopo e quanto la Fed stia già anticipando questa mossa.
Tassi e comunicazione
A settembre la Fed ha alzato i tassi a un intervallo tra 3,75% e 4,0%, il primo rialzo da luglio 2023. Da allora il mercato ruota soprattutto attorno alla domanda se il prossimo passo arriverà a dicembre. Secondo CME FedWatch, la probabilità di un rialzo l’8 e 9 dicembre è ormai al 75%.
Questa aspettativa non è importante solo per obbligazioni e azioni. Bitcoin e oro non generano interessi, quindi tendono a diventare meno attraenti quando il mercato si aspetta costi di finanziamento più alti e un dollaro più forte. Lunedì il dollaro era ancora vicino al massimo di una settimana, mentre il rendimento dei Treasury a 10 anni era al 4,9%.
Cosa dice o non dice Warsh
Il tono del presidente della Fed Kevin Warsh questa volta pesa ancora di più. Non vuole dare anticipazioni sui prossimi passi e ha detto: “We’re committed to a discipline, not to a decision.” Tuttavia, gli investitori leggono le sue parole insieme ai dati economici come segnali di un nuovo rialzo.
Per questo la comunicazione attorno alla riunione è quasi importante quanto la decisione sui tassi stessa. A settembre le aspettative per un rialzo erano salite rapidamente, per poi scendere di nuovo dopo le dichiarazioni di altri membri della Fed. Bitcoin allora è salito da quasi $76.000 (€68.200) nel giorno del rialzo a oltre $85.000 (€76.200) il 30 settembre, dopo la pubblicazione di dati sull’inflazione più deboli. L’oro si è mosso invece nella direzione opposta.
Perché questo conta per l’Europa
Per gli investitori europei in crypto questo è rilevante perché la Fed continua ad avere una forte influenza sul dollaro, sui tassi e quindi sul sentiment intorno a Bitcoin. Anche l’oro reagisce spesso agli stessi fattori macro, anche se il rapporto non è sempre lineare. Storicamente, anche altri elementi, come le aspettative sull’inflazione e la gestione delle riserve da parte delle banche centrali, possono rafforzare o frenare il movimento dell’oro.
Più avanti questa settimana arriveranno anche i dati sull’inflazione statunitense di settembre e quelli sulla crescita del terzo trimestre. Questi numeri potrebbero rendere ancora più acceso il dibattito su un rialzo a dicembre, ma per ora l’esito resta incerto.