Grayscale mette HYPE in cima alla classifica dei rendimenti crypto
Grayscale guarda ai token DeFi in base a distribuzioni e ricavi, non solo al prezzo. HYPE e CAKE guidano la classifica; CRV e JUP risultano negativi a causa della diluizione.

In breve
- Grayscale ha pubblicato una classifica basata su tokenholder yield e adjusted earnings yield per gli asset crypto.
- Hyperliquid (HYPE) è in cima alla classifica del tokenholder yield con l'8,0%, mentre PancakeSwap (CAKE) guida l'adjusted earnings yield con il 14,4%.
- Cinque dei dieci token hanno un holder yield negativo; Curve Finance (CRV) è in fondo con -5,5% e Jupiter (JUP) ha un adjusted earnings yield del 3,5% ma un tokenholder yield negativo.
Grayscale ha pubblicato una nuova classifica in cui gli asset crypto vengono confrontati in base a tokenholder yield e adjusted earnings yield. Hyperliquid (HYPE) è in cima alla prima classifica con l'8,0%, mentre PancakeSwap (CAKE) guida la seconda classifica con il 14,4%. Il report mostra così che non conta solo il prezzo, ma anche i ricavi sottostanti e le distribuzioni ai token holder stanno diventando sempre più importanti nella valutazione delle crypto.
HYPE e CAKE in testa
Nella classifica del tokenholder yield, Lighter (LIT) segue HYPE da vicino con il 7,9%. Poi arrivano PancakeSwap, Aerodrome (AERO) e Uniswap (UNI). Grayscale calcola questo rendimento sommando i reward di staking e i buyback e sottraendo i nuovi token emessi.
Quest'ultimo punto fa molta differenza. Se vengono aggiunti più token di quanti ne rientrino tramite reward o buyback, il rendimento per i holder può comunque deludere. Secondo Grayscale, cinque dei dieci token in classifica hanno persino un holder yield negativo.
La diluizione pesa sul rendimento
Curve Finance (CRV) è in fondo con -5,5%, seguito da Jupiter (JUP) con -2,6%. Nel caso di Jupiter, la differenza tra le due metriche è evidente: l'adjusted earnings yield arriva al 3,5%, ma il tokenholder yield resta negativo. Questo mostra che un protocollo può generare profitti senza che ciò si traduca automaticamente in un vantaggio per il token stesso.
Grayscale usa queste due metriche per guardare agli asset crypto in modo diverso da Bitcoin, che l'azienda vede soprattutto come oro digitale. Per molti altri token, sostiene il report, i cash flow possono invece essere un modo utile per valutare il valore. Questo si collega a un approccio più tradizionale agli strumenti di investimento, in cui ricavi e distribuzioni pesano più del solo narrativo o del sentiment di mercato.
Perché conta per gli investitori
Per gli investitori crypto europei questo è rilevante perché il mercato guarda sempre più spesso oltre i soli movimenti di prezzo. Nei token DeFi la differenza tra i ricavi del protocollo e ciò che arriva davvero ai token holder può essere grande. La classifica di Grayscale rende visibile questa differenza e mostra perché due token con un'attività simile possono comunque ottenere risultati molto diversi.