Hyperliquid guadagna nel bear market grazie all’accordo con Coinbase
Grayscale vede gli interessi su USDC tramite Coinbase come un cash flow stabile per Hyperliquid, oltre alle commissioni di trading e ai futures esterni. I ricavi alimentano anche il meccanismo di buyback e burn di HYPE.

In breve
- Hyperliquid riceve tramite Coinbase ogni mese interessi su circa 6 miliardi di dollari (€5,4 miliardi) di fondi dei clienti, per circa 105 milioni di dollari (€94 milioni) a settembre.
- Coinbase trattiene il 10% di quegli interessi e gira il 90% a Hyperliquid, rendendo questa una fonte di ricavi stabile e meno dipendente dal volume di trading.
- I ricavi da interessi confluiscono in un meccanismo che compra e brucia HYPE, mentre i mercati esterni e gli interessi sulle stablecoin ampliano il modello di ricavi.
Hyperliquid riceve secondo Grayscale ogni mese una grossa parte degli interessi su circa 6 miliardi di dollari (€5,4 miliardi) di fondi dei clienti che passano tramite Coinbase. Così continuano ad arrivare soldi anche quando si fa pochissimo trading. A settembre, secondo l’analisi, questo ha portato a Hyperliquid circa 105 milioni di dollari (€94 milioni), quasi quanto un anno prima, nonostante il mercato crypto debole.
Come funziona l’accordo
L’intesa è nata a maggio, quando Coinbase è diventata la partner di tesoreria per USDC su Hyperliquid. USDC è una stablecoin ancorata al dollaro e i fondi vengono investiti in titoli di Stato americani, così gli interessi generano vero cash. Coinbase trattiene il 10% di quegli interessi e gira il 90% a Hyperliquid. Secondo Grayscale, questa è la fonte di ricavi più stabile della piattaforma, perché i proventi non dipendono dal volume di trading.
L’accordo aveva anche un lato strategico. USDC è diventata la principale moneta di scambio su Hyperliquid, superando USDH, una stablecoin concorrente che voleva tenere gli interessi all’interno della piattaforma. Per Coinbase questo ha significato un ruolo più forte nella distribuzione di USDC, pur mantenendo anche i depositi sottostanti.
Più delle sole commissioni di trading
A metà del 2025, secondo Grayscale, oltre il 90% dei ricavi di Hyperliquid arrivava ancora dalle proprie commissioni di trading. A settembre questa quota era scesa al 64%, perché anche soggetti esterni offrono futures su argento, petrolio e azioni pre-IPO, cedendo fino alla metà delle commissioni. Grayscale ha definito questo un outsourced revenue model e ha stimato i ricavi di quel modello il mese scorso in 38 milioni di dollari (€34 milioni).
Questo spostamento è importante per il mercato crypto più ampio, perché Hyperliquid mostra come un exchange basato su blockchain possa generare ricavi dagli interessi sulle stablecoin e dai mercati esterni, non solo dal trading spot o dei derivati. Per chi segue le crypto in Europa è interessante soprattutto il fatto che il flusso di ricavi si muove meno direttamente con il sentiment del bear market, anche se la scala dipende ancora dall’ammontare di USDC che passa sulla piattaforma.
HYPE ne beneficia
Secondo un precedente report di Grayscale, il 99% delle commissioni di Hyperliquid va a un fondo che compra e brucia HYPE, in modo simile a un buyback azionario. Anche i ricavi da interessi dell’accordo con Coinbase confluiscono in quel meccanismo. Grayscale dice però di non attribuire alcun valore alla parte di Coinbase in questa struttura.
Il tempismo è interessante, perché il proprietario del New York Stock Exchange e la società madre di Kraken questa settimana hanno fatto passi per rendere Hyperliquid più accessibile ai trader americani. La cosa ha coinciso con un rialzo di HYPE mercoledì, ma Grayscale non collega direttamente quel movimento all’accordo sugli interessi.