OpenAI mette in discussione ETH, Bitcoin resta al sicuro
OpenAI dice di aver superato un’ipotesi sulla complessità vecchia di 27 anni, ma questo non tocca direttamente la crittografia di Bitcoin ed Ethereum. La discussione mette soprattutto in evidenza il rischio di lungo periodo dei computer quantistici.

In breve
- OpenAI dice che un modello di IA ha confutato l’Exponential Time Hypothesis con un approccio più veloce a un classico problema di logica.
- La tesi è ancora in fase di valutazione indipendente e non significa che P = NP sia stato dimostrato o che la crittografia moderna diventi subito vulnerabile.
- Le firme di Bitcoin si basano sulla crittografia a curva ellittica, quindi questa svolta non tocca direttamente il fondamento di sicurezza di Bitcoin ed Ethereum.
OpenAI dice che un modello di IA ha confutato la Exponential Time Hypothesis con un metodo più veloce per un classico problema di logica. La tesi è ancora in fase di valutazione indipendente, ma mette sotto pressione un’ipotesi vecchia di 27 anni sulla complessità computazionale. Per Bitcoin e Ethereum, questo di per sé non significa un pericolo diretto per la crittografia che protegge le loro reti.
Cosa dice esattamente ETH
L’Exponential Time Hypothesis riguarda 3-SAT, un problema con interruttori vero-falso e regole collegate tra loro. L’idea è semplice: controllare una possibile soluzione è facile, ma trovarne una diventa rapidamente molto più difficile quando aumentano le variabili.
Russell Impagliazzo e Ramamohan Paturi hanno formulato l’ipotesi nel 1999. La tesi dice che nessun algoritmo può sfuggire, nel caso peggiore, a quella crescita esponenziale. Secondo OpenAI, proprio questo presupposto è stato ora superato con un algoritmo che gestisce input con n variabili in circa 2^(n/√log n) passaggi.
Perché Bitcoin non viene colpito direttamente
La sfumatura più importante per chi investe in crypto è che questa svolta non è la stessa cosa di P = NP. Questa domanda più grande resta aperta. Quindi, anche se ETH cade, da questo non segue che la crittografia moderna diventi improvvisamente vulnerabile.
Le firme di Bitcoin si basano sulla crittografia a curva ellittica e, in particolare, su un problema matematico difficile diverso dal 3-SAT. La svolta dell’IA non tocca direttamente questo fondamento. Inoltre, OpenAI avverte che un guadagno di velocità pratico richiede ancora molta più ricerca.
Cosa significa questo per le crypto
Per i lettori europei di crypto, la cosa più rilevante è che questo tipo di ricerca mostra quanto velocemente possano cambiare le ipotesi sulla sicurezza. La crittografia attuale di Bitcoin resta sicura secondo le informazioni disponibili, ma la discussione sottolinea quanto sia importante che wallet e reti continuino a fare affidamento su solide ipotesi matematiche.
C’è poi un altro rischio di lungo periodo già noto per Bitcoin: i potenti computer quantistici. Da tempo sono considerati un possibile problema per le firme ECDSA, ma le macchine attuali non sono ancora in grado di farlo. Questo rende la tesi di OpenAI soprattutto una pietra miliare scientifica, non un rischio di mercato diretto per BTC o ETH.