Payward trasforma Kraken in una piattaforma finanziaria più ampia
Payward ha acquistato attività futures e di pagamento per miliardi e sta lavorando con Nasdaq, Deutsche Börse e SoFi su asset tokenizzati e collegamenti bancari.

In breve
- Payward sta trasformando Kraken in una piattaforma finanziaria più ampia, con trading, banking, asset management e servizi B2B su un’unica infrastruttura.
- L’azienda ha acquistato tra le altre NinjaTrader, Bitnomial e Reap Technologies per ampliare futures, derivati, pagamenti e possibilità bancarie.
- Secondo il co-CEO Arjun Sethi, Payward è redditizia, l’adjusted revenue nel Q2 2026 è salita a $508 milioni e una quotazione in Borsa non è urgente.
Payward, la società madre di Kraken, sta costruendo a ritmo sostenuto una piattaforma finanziaria molto più ampia di una semplice exchange crypto. L’azienda vuole riunire trading, banking, asset management e servizi per altre aziende su un’unica infrastruttura, mentre il co-CEO Arjun Sethi dice che Payward è redditizia e non ha fretta di quotarsi in Borsa.
Da exchange a piattaforma
In 15 anni Kraken è diventata una grande crypto exchange, ma ormai il focus di Payward va ben oltre lo spot trading. Negli ultimi due anni l’azienda ha acquistato attività per miliardi per ampliare il proprio raggio d’azione verso futures, derivati, tokenized stocks e ulteriori possibilità bancarie negli Stati Uniti e in Europa.
Secondo Sethi, la strategia ruota attorno a una sola piattaforma, un solo bilancio e un solo regulatory stack. In pratica, questo significa che denaro e asset devono potersi muovere tra i prodotti senza i passaggi separati che spesso servono nella finanza tradizionale. Payward definisce questo modello un sistema con un solo ledger.
L’azienda divide questo approccio in quattro aree: trading tramite Kraken, banking, asset management e Payward Services, la divisione business-to-business. Secondo Sethi, Kraken ha circa 6,6 milioni di account finanziati con un totale compreso tra $40 miliardi (€35,1 miliardi) e $50 miliardi (€43,8 miliardi) in asset, distribuiti in più di 190 paesi e territori.
Acquisizioni e partnership
Payward non punta solo a costruire tutto da sola. Compra anche capacità che altrimenti richiederebbero anni per essere sviluppate, e collabora con operatori già affermati quando ha più senso. Così ha pagato $1,5 miliardi (€1,3 miliardi) per NinjaTrader per costruire una futures brokerage statunitense, e $550 milioni (€482 milioni) per Bitnomial, aggiungendo così un’infrastruttura regolamentata per i derivati.
Il recente acquisto di Bitnomial ha dato a Payward una piattaforma derivati statunitense completamente autorizzata dalla CFTC. Questo permette all’azienda di lanciare negli USA prodotti regolamentati di spot margin e perpetual futures, un passo che si inserisce nel più ampio spostamento dal puro trading verso l’infrastruttura finanziaria.
Anche fuori dagli USA Payward continua a espandersi. A maggio ha acquistato Reap Technologies, una società con sede a Hong Kong attiva nell’emissione di carte e nei pagamenti legati alle stablecoin, per $600 milioni (€526 milioni). In questo modo l’azienda rafforza la propria infrastruttura di pagamento in un mercato in cui crypto e flussi di pagamento tradizionali si intrecciano sempre di più.
Inoltre, Payward cerca apertamente la collaborazione con grandi nomi della finanza. Nasdaq Ventures ha investito a settembre $100 milioni in Payward per sviluppare ulteriormente le tokenized equities e la tecnologia di market surveillance. Deutsche Börse ad aprile ha acquisito una quota dell’1,5 per cento nella società per $200 milioni (€175 milioni). E Payward lavora anche con SoFi a un collegamento tra la rete bancaria di SoFi e l’infrastruttura di trading di Kraken, così da rendere possibili transazioni in dollari USA 24/7 tra le due reti.
Perché è importante
Per i lettori crypto europei, questa strategia mostra quanto il settore si stia spostando verso un’infrastruttura finanziaria regolamentata. Payward non sta solo cercando di attirare più volumi di trading su Kraken, ma vuole anche riunire servizi bancari, tokenized equities e servizi B2B sotto un unico sistema. Questo potrebbe essere rilevante per il modo in cui exchange crypto, banche e piattaforme di mercato in Europa collaboreranno in futuro.
Il tempismo è interessante anche perché, secondo Sethi, Payward non dipende da una IPO per continuare a crescere. L’azienda dice di poter finanziare l’espansione con il proprio bilancio e nel secondo trimestre del 2026 ha registrato $508 milioni (€445 milioni) di adjusted revenue, in aumento del 17 per cento rispetto a un anno prima. Una quotazione in Borsa resta possibile, ma secondo Sethi solo quando sarà in linea con l’azienda, gli azionisti e i regolatori.