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Schwartz e Flare si scontrano sul lending su XRP Ledger

Schwartz vede soprattutto spazio negli strumenti nativi di XRPL, mentre Flare sta già puntando sulla domanda DeFi con RLUSD e FXRP. Il dibattito ruota attorno a XLS-66 e al ruolo di XRP come collaterale.

Schwartz e Flare si scontrano sul lending su XRP Ledger

In breve

  • David Schwartz e Hugo Philion non sono d’accordo su quanto grande possa diventare il lending su XRP Ledger.
  • Il lending su XRPL non è ancora live; i validator stanno ancora votando la proposta XLS-66.
  • Tramite Flare sono già stati presi in prestito $7,95 milioni di RLUSD contro 10,8 milioni di wrapped XRP.

Un dibattito sul lending su XRP Ledger sta dando il tono a una delle prossime grandi funzioni per XRP. Il CTO Emeritus di Ripple David Schwartz e il CEO di Flare Hugo Philion non sono d’accordo su quanto grande possa diventare questo mercato, mentre gli strumenti nativi su XRP Ledger non sono ancora live.

Lending su XRPL

Il lending su XRP Ledger dovrebbe diventare una funzione nativa che permetta agli utenti di prendere e dare in prestito asset direttamente sulla blockchain. I validator stanno ancora votando su XLS-66, la proposta alla base di questa funzione. XRPL Commons ha segnalato nel frattempo che il lending sta per andare live e ha anche organizzato a New York un hackathon con track separate per prendere e dare in prestito.

Schwartz ha detto che non è ancora stato costruito nulla attorno a questa funzione, quindi secondo lui i primi sviluppatori hanno ancora molto spazio. Ha definito il lending uno dei bisogni più importanti in qualsiasi sistema finanziario e vede soprattutto valore nell’uso degli strumenti già presenti sul ledger.

Flare vede più spazio

Philion ha risposto che Schwartz è sì molto lucido, ma potrebbe sottovalutare quanto grande possa diventare il lending. Secondo lui, molte persone guardano troppo poco all’infrastruttura fuori da XRP Ledger che comunque può collegarsi a XRPL. Flare vuole quindi sviluppare la logica del lending dal proprio lato invece di aspettare grandi aggiornamenti a XRPL.

Per farlo, l’azienda usa Protocol Managed Wallets e lo stack Flare Confidential Compute. L’obiettivo è rendere possibili smart contract quasi completi, mentre i detentori possono prendere in prestito da wallet XRPL nativi senza i rischi dei tradizionali bridge cross-chain. I ricavi dovrebbero restare all’interno dell’ecosistema Flare.

Segnali dal mercato

Ci sono già i primi segnali di domanda. Tramite Flare sono stati presi in prestito $7,95 milioni della stablecoin RLUSD di Ripple contro 10,8 milioni di wrapped XRP, cioè FXRP. Tre indirizzi detengono circa il 93% di quel debito nei pool Morpho, mentre Sentora fornisce la liquidità. Questa concentrazione rende chiaro che i numeri sono ancora limitati, ma mostra anche che c’è già interesse prima che il lending nativo su XRPL sia attivo.

Il contesto più ampio è che Flare sta già da tempo costruendo servizi DeFi per XRP, anche tramite la sua iniziativa XRPFi. Per chi segue il crypto in Europa, è soprattutto rilevante il fatto che questo mostra come XRP possa essere usato non solo come mezzo di pagamento, ma anche come collaterale e asset da prestito. Se il lending nativo su XRPL andrà avanti, potrebbe ampliare ulteriormente il ruolo di XRP nella DeFi, anche se non è ancora chiaro quanto velocemente succederà.

Anche l’uso di XRP come collaterale per RLUSD mostra che Flare aveva già creato in precedenza un ponte tra XRP e i mercati del lending fuori da XRP Ledger.


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