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La SEC apre la porta alle azioni tokenizzate su blockchain

L’esenzione vale per i soggetti approvati e può cambiare settlement e costi nel trading azionario. Per l’Europa è soprattutto rilevante vedere come la blockchain continui ad avanzare nei mercati regolamentati.

La SEC apre la porta alle azioni tokenizzate su blockchain

In breve

  • La SEC consente temporaneamente versioni tokenizzate di azioni americane su venue basate su blockchain senza registrazione come exchange.
  • La misura vale solo per i partecipanti approvati, prevede limiti e scade dopo cinque anni.
  • I dirigenti si aspettano soprattutto meno intermediari, costi più bassi e cambiamenti nel settlement, non nell’esperienza visibile degli investitori.

La SEC ha dato temporaneamente più spazio alle azioni tokenizzate, e due dirigenti pensano che questo possa cambiare parecchio, nel tempo, l’infrastruttura di trading di Wall Street. Il CEO di Janus Henderson Nick Cherney e Gabor Gurbacs della piattaforma di tokenization Openassets vedono soprattutto uno spostamento dietro le quinte, mentre gli investitori sul fronte visibile non dovrebbero notare grandi differenze.

Cosa permette la SEC

L’ordine della SEC del 17 settembre consente alle venue basate su blockchain di negoziare versioni tokenizzate di azioni americane quotate senza registrarsi come exchange. Secondo l’autorità di vigilanza, ogni token deve avere gli stessi diritti dell’azione che rappresenta.

L’esenzione vale solo per i partecipanti approvati e prevede limiti su simboli e volumi. Inoltre, gli emittenti possono opporsi prima che una venue quoti token creati da terze parti. La misura è temporanea e scade dopo cinque anni.

Il nuovo spazio rientra nella Innovation Exemption della SEC, entrata in vigore il 17 settembre 2026 e pensata come una flessibilità temporanea e condizionata. L’autorità vuole così guadagnare tempo per osservare il mercato e, forse, creare in seguito regole permanenti.

Meno passaggi nel trading

Gurbacs ha detto che oggi l’acquisto di un’azione passa attraverso circa nove intermediari. Si aspetta che la tokenization possa eliminarne sei o sette. Secondo lui, nuove regole per i transfer agent, che tengono traccia di chi possiede un’azione, potrebbero rendere possibile questo passaggio.

Per gli investitori, il processo sul fronte visibile resterà probabilmente in gran parte uguale, ha detto. Il cambiamento riguarda soprattutto settlement e costi sotto il cofano. Cherney ha condiviso questa visione e ha detto che l’attuale modello di brokerage potrebbe spostarsi verso una blockchain con pochi cambiamenti visibili.

Cherney ha però sottolineato che il solo risparmio sui costi probabilmente non basta per attirare un’adozione ampia, perché i mercati americani sono già efficienti. Ha citato anche nuovi casi d’uso, come pagare l’affitto con un fondo S&P 500. Eppure il suo giudizio è stato chiaro: “we see it as an inevitability”.

Perché questo conta per l’Europa

Per chi segue il crypto in Europa, questo è rilevante perché la SEC non sta parlando solo di crypto, ma anche delle basi del trading azionario. Il passo mostra come la blockchain venga testata sempre più spesso nei mercati finanziari regolamentati, e non solo nel settore crypto.

La dimensione del mercato rende tutto ancora più interessante. Il più grande fondo tokenizzato di Janus Henderson, venduto a investitori istituzionali offshore, oscillava tra $500 milioni (€440 milioni) e $1 miliardo (€0,9 miliardi), mentre l’ETF di punta del gestore patrimoniale amministra circa $30 miliardi (€26,4 miliardi). Gurbacs ha controbilanciato dicendo che gli asset tokenizzati, stablecoin incluse, restano comunque sotto i $500 miliardi (€440 miliardi), contro circa $24 trilioni (€21,1 trilioni) di ETF globali.

Anche la struttura più ampia del mercato si sta muovendo: in precedenza la SEC aveva già dato alle venue di titoli tokenizzati cinque anni di margine per operare senza la tradizionale registrazione come exchange, aprendo la porta a più esperimenti con azioni e fondi tokenizzati.


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