La SEC vuole ampliare l’accesso ai mercati privati con un esame
La SEC sta esaminando un test per accedere a fondi e società private, con FINRA come soggetto incaricato. Il piano tocca anche il dibattito sull’accesso retail ai mercati privati e alle società crypto come Coinbase.

In breve
- La SEC sta esaminando un esame che potrebbe permettere agli americani dai 18 anni in su di accedere a società private e fondi privati.
- FINRA costruirebbe il test; durerebbe circa due ore, conterrebbe circa 75 domande a scelta multipla e probabilmente costerebbe intorno ai 100 dollari.
- La consultazione va avanti fino al 4 dicembre, mentre la SEC sta anche valutando se qualifiche professionali come CPA, CFA e CFP siano automaticamente sufficienti.
L’autorità di vigilanza dei mercati statunitensi, la SEC, sta valutando un esame che potrebbe dare a più americani accesso a società private e fondi privati. Oggi conta soprattutto il patrimonio per stabilire chi rientra nella categoria di accredited investor, ma questo sistema potrebbe spostarsi verso un test che le persone dai 18 anni in su potrebbero sostenere.
Cosa prevede l’esame
Secondo la SEC, FINRA, l’associazione di settore che concede le licenze ai broker statunitensi, costruirebbe l’esame. Il test durerebbe circa due ore e includerebbe circa 75 domande a scelta multipla. I candidati potrebbero sostenerlo solo di persona e il costo probabilmente si aggirerebbe intorno ai 100 dollari (€89), in linea con l’esame iniziale per i broker-dealer.
Chi lo superasse manterrebbe quello status per 10 anni. Le domande riguarderebbero soprattutto i rischi di investimento, i bilanci, i conflitti di interesse e la corporate governance. La SEC chiede anche se alcune qualifiche professionali, come CPA, CFA e CFP, dovrebbero essere automaticamente sufficienti per ottenere l’accesso.
Perché se ne parla adesso
Il dibattito arriva in un momento in cui i fondi privati raccolgono meno capitali. Secondo PitchBook, questa tendenza è destinata a continuare per il quinto anno consecutivo. Allo stesso tempo, gli investitori istituzionali stanno portando meno denaro nei nuovi fondi, perché uscite e distribuzioni sono diminuite.
Questo rende il tempismo rilevante sia sul piano politico sia su quello di mercato. Con la proposta, la SEC sembra cercare più formazione di capitale nei mercati privati, mentre i regolatori vogliono allo stesso tempo mantenere la protezione degli investitori. Per i lettori crypto europei è interessante soprattutto il fatto che grandi aziende crypto come Coinbase sottolineino da tempo la crescente sovrapposizione tra crypto, mercati privati e un accesso più ampio per il retail. Questo spostamento più ampio si inserisce anche nel recente passo della SEC verso le azioni tokenizzate, con cui più asset tradizionali diventano accessibili tramite infrastrutture blockchain.
La reazione del mercato
Il CEO di Coinbase Brian Armstrong ha definito il piano un grande passo avanti per gli investitori che oggi restano fuori dalle operazioni private. Ha detto che finora troppe persone sono state escluse dai mercati privati. Anche la società crypto MoonPay si sta già muovendo in questa direzione: a settembre ha accettato di acquisire North Capital, un broker dello Utah che gestisce operazioni su azioni private.
Non tutti vedono un esame come la soluzione migliore. La commissaria SEC Hester Peirce sostiene regole più ampie, ma secondo Mayer Brown ritiene che un test trasformi comunque lo Stato in un guardiano d’ingresso. Il consulente patrimoniale Noah Damsky ha invece definito l’idea una cattiva scelta nei commenti a Financial Planning, perché secondo lui molti prodotti dei mercati privati non si adattano bene agli investitori comuni.
La consultazione pubblica va avanti fino al 4 dicembre. La proposta si inserisce in un più ampio impegno del presidente della SEC Paul Atkins per rendere i mercati privati più accessibili al retail, insieme a un piano separato per permettere a più fondi di applicare performance fee.