SecondFi si ferma dopo il furto di 16,1 milioni di ADA
L’errore era nel software di signing, non nella rete Cardano. SecondFi sta preparando strumenti di recupero, mentre 374 wallet e 16,1 milioni di ADA sono stati colpiti.

In breve
- SecondFi ha sospeso le attività dopo un attacco in cui, a causa di un errore nel software di signing, sono stati sottratti 16,1 milioni di ADA, pari a circa $2.4 milioni.
- In tutto sono stati coinvolti 374 wallet; gli hardware wallet non risultano colpiti e la vulnerabilità è già stata corretta.
- SecondFi non tornerà alle normali operazioni e punta a inizio agosto a rilasciare strumenti di export e, in seguito, un portale di recovery zero-knowledge.
Cardano wallet SecondFi sta riducendo il perimetro dei suoi servizi dopo che un attacco ha portato al furto di 16,1 milioni di ADA tramite un errore nel software di transaction signing, per un controvalore di circa $2.4 milioni (€2.1 milioni). In totale sono stati toccati 374 wallet. La società crypto ha spiegato che la falla è stata già chiusa, ma che le normali operazioni non ripartiranno.
Come ha funzionato l’attacco
SecondFi sostiene che gli attaccanti siano riusciti a estrarre materiale legato alle private key dai dati delle transazioni visibili sulla blockchain di Cardano. Il problema, precisa l’azienda, non riguardava la rete Cardano in sé e gli utenti con hardware wallet non sono stati coinvolti. SecondFi aggiunge anche che, al momento dell’attacco, aveva già messo al sicuro 129 milioni di ADA prima che gli aggressori potessero raggiungerli.
Dal punto di vista tecnico, l’incidente sembra collegato a una randomizzazione prevedibile nel processo di derivazione di seed e key. Questo avrebbe permesso di ricostruire le private key partendo dai dati pubblici della blockchain dopo la firma delle transazioni. Proprio per questo episodi del genere sono particolarmente sensibili: il problema non è necessariamente una violazione della rete, ma il modo in cui il software del wallet genera le chiavi e firma le transazioni.
Le indagini puntano a un attaccante avanzato
Groom Lake, la società di blockchain intelligence incaricata da EMURGO, descrive l’attaccante principale come avanzato e ben finanziato. Alcuni elementi fanno pensare al Lazarus Group della Corea del Nord, ma al momento non c’è ancora un’attribuzione definitiva. Secondo SecondFi, nello stesso periodo era attivo anche un secondo attaccante separato, che ha preso di mira un altro gruppo di wallet.
Per gli utenti crypto europei, il punto è rilevante perché questo incidente mostra che la sicurezza di un wallet non dipende solo dalla custodia della seed phrase, ma anche da tutto ciò che sta attorno a livello software. Soprattutto su Cardano e su altre reti in cui le transazioni sono visibili on-chain, un errore nel signing o nella key derivation può avere effetti diretti sulla sicurezza dei fondi. Il caso si collega anche al tema più ampio delle private keys, che secondo i ricercatori di sicurezza sono alla base di una quota importante delle perdite da hack nel settore crypto.
Recupero e dismissione
SecondFi prevede di lanciare a inizio agosto strumenti per l’export dei wallet e, più avanti nello stesso mese, un portale di recovery zero-knowledge. EMURGO ha finanziato un asset recovery wallet, ma non è ancora stata comunicata una data precisa per payout o distribuzione. Per ora, quindi, il percorso di recupero resta aperto, mentre il servizio entra di fatto in una fase di dismissione.