Il Senato non può bloccare Trump sulla grazia a SBF
La risoluzione unanime del Senato contro la grazia per l’ex numero uno di FTX è soprattutto simbolica: la Costituzione americana lascia la clemenza presidenziale quasi interamente nelle mani della Casa Bianca.

In breve
- Il Senato americano ha approvato all’unanimità una risoluzione non vincolante contro la grazia per Sam Bankman-Fried.
- Dal punto di vista legale, il Senato non può bloccare un’eventuale grazia di Donald Trump.
- La Costituzione dà al presidente quasi piena autorità nel concedere la grazia federale.
Il Senato americano ha approvato una risoluzione contro la grazia per Sam Bankman-Fried, ma sul piano giuridico l’effetto è praticamente nullo. Se Donald Trump decidesse davvero di concedere la grazia all’ex numero uno di FTX, il Senato non avrebbe strumenti per fermarlo. In questi casi, infatti, la Costituzione assegna al presidente un margine quasi totale, mentre una risoluzione non vincolante resta solo un gesto politico.
Il Senato manda un segnale politico
La risoluzione, S. Res. 772, è passata all’unanimità ed è stata presentata da Cynthia Lummis e Ruben Gallego. I due senatori guidano la sottocommissione per gli asset digitali all’interno della Commissione bancaria del Senato. Nel testo si afferma che Bankman-Fried non dovrebbe ottenere né la grazia né una riduzione della pena, in nessuna circostanza.
L’iniziativa è arrivata dopo la sua richiesta formale di clemenza, presentata nel 2026 all’Office of the Pardon Attorney del Dipartimento di Giustizia americano. La pratica è ancora in esame. Lummis ha sostenuto che il fondatore di FTX avrebbe sottratto miliardi ai clienti per finanziare spese eccessive e che poi avrebbe cercato la grazia per sottrarsi alle proprie responsabilità.
Perché la legge lascia poco margine
Il riferimento giuridico è nell’Article II, Section 2, Clause 1 della Costituzione americana. Questa disposizione attribuisce al presidente il potere di concedere la grazia per i reati federali, fatta eccezione per i casi di impeachment. La Corte Suprema ha interpretato più volte questa prerogativa in senso ampio, chiarendo che il Congresso non può restringerla.
Tra i precedenti più citati c’è Ex parte Garland del 1866, in cui la Corte ha stabilito che il Congresso non può limitare gli effetti di un pardon né escludere intere categorie di colpevoli da questo potere. Anche un tentativo più recente di introdurre un freno politico mostra quanto sia complicato intervenire su questa materia: nel 2026 il deputato Don Bacon ha presentato il Pardon Integrity Act, una proposta che darebbe al Congresso più voce in capitolo sulla grazia presidenziale, ma iniziative di questo tipo si scontrano con forti ostacoli costituzionali.
Cosa significa per il settore crypto
Per chi segue il settore crypto in Europa, la vicenda conta soprattutto perché ricorda quanto pesino ancora le conseguenze politiche e legali dei grandi dossier crypto al Senato. A gennaio Trump aveva detto di non voler concedere la grazia a Bankman-Fried, ma in passato ha già usato il potere di clemenza per figure del mondo crypto come Changpeng Zhao e Ross Ulbricht. In sostanza, la decisione resta nelle mani della Casa Bianca, mentre dal Senato arriva soprattutto un messaggio politico.