La Clarity Act si avvicina a una settimana decisiva al Senato americano
Il testo rivisto dovrà chiarire la divisione dei compiti tra SEC e CFTC, con più attenzione alla tutela dei consumatori e a DeFi. Ma al Senato il sostegno dei Democratici resta ancora il principale ostacolo.

In breve
- La Clarity Act per la regolamentazione crypto si avvicina a un passaggio chiave e potrebbe ricevere una nuova versione già la prossima settimana, in vista dell’esame al Senato.
- Il testo aggiornato delle commissioni Banking e Agriculture del Senato aggiunge oltre 70 pagine e dà più spazio alla tutela dei consumatori.
- Resta però necessario il sostegno dei Democratici per arrivare a 60 voti, mentre regole etiche, supervisione e disposizioni su DeFi sono ancora da definire.
La Clarity Act americana sulla regolamentazione crypto sta entrando nella sua fase più delicata. Chi segue da vicino il dossier ritiene che una nuova versione del testo possa arrivare già la prossima settimana, con l’obiettivo di portarla poi al Senato più avanti nel mese. Per il settore si tratta di un passaggio rilevante, perché la legge dovrà stabilire come si ripartiscono le competenze tra SEC e CFTC, offrendo così più chiarezza sull’assetto del mercato statunitense.
Nuovo testo in preparazione
La Digital Asset Market Clarity Act ha ormai una finestra molto stretta per avanzare al Senato, prima che il calendario politico del 2026 renda la strada quasi impraticabile. Nel frattempo, però, qualcosa si è mosso: i testi elaborati dalle commissioni Banking e Agriculture del Senato sono stati fusi in una nuova bozza, che secondo alcune fonti includerebbe oltre 70 pagine aggiuntive.
Non si tratta di una semplice somma delle proposte già circolate. I negoziatori hanno lavorato sui punti ancora aperti e, stando alle indiscrezioni, sarebbe stata la commissione Agriculture a intervenire in modo più incisivo rispetto a Banking. Il nuovo testo dovrebbe inoltre dare maggiore peso alla protezione dei consumatori, un tema che nei colloqui è diventato sempre più centrale.
Il sostegno dei Democratici resta il nodo principale
Il vero ostacolo, però, non è ancora stato superato. Per arrivare alla soglia dei 60 voti al Senato, la legge ha bisogno anche dell’appoggio dei Democratici, ma quel sostegno al momento non c’è. Uno dei punti più divisivi riguarda la richiesta di limitare i rapporti commerciali con il settore crypto per i funzionari pubblici di alto livello, presidente incluso. Senza un’intesa su queste regole etiche, diversi senatori hanno già lasciato intendere che non voteranno una versione finale del testo.
Restano aperti anche altri dossier, tra cui la federal preemption e la definizione dei posti vacanti alla SEC e alla CFTC. Giovedì la White House ha inoltre inviato una lettera ai leader del Senato John Thune e Chuck Schumer, sostenendo che i Democratici non avevano ancora presentato nomi per i ruoli di minoranza presso questi regolatori.
Cosa significa per DeFi
Per DeFi il punto centrale è che i negoziati non riguardano solo la supervisione, ma anche lo spazio legale lasciato agli sviluppatori e alle attività peer-to-peer. Il senatore Ron Wyden ha scritto in una lettera di sostenere l’impostazione precedente a favore degli sviluppatori, incluso il Blockchain Regulatory Certainty Act, che punta a evitare che gli sviluppatori crypto vengano automaticamente considerati money transmitter se non gestiscono gli asset dei clienti. Per questo l’esito della legge potrebbe avere un peso non solo negli Stati Uniti, ma anche per chi in Europa segue da vicino il confine tra software, infrastruttura e flussi finanziari regolamentati.
Le prossime settimane saranno quindi decisive. Il calendario del Senato lascia ancora tre settimane a luglio e la prima settimana di agosto, ma anche una procedura accelerata richiede tempo. Dopo il passaggio al Senato, servirà comunque anche il via libera della Camera dei Rappresentanti, dove gli equilibri politici restano tutt’altro che semplici.