New Hampshire blocca un bond bitcoin da 100 milioni di dollari
L'obbligazione sarebbe passata tramite la Business Finance Authority ed era già stata valutata in via preliminare da Moody’s. Il no finale mostra come politica e rischio reputazionale continuino a frenare il finanziamento garantito da bitcoin.

In breve
- Il New Hampshire ha fermato all’ultimo un bond garantito da bitcoin da 100 milioni di dollari.
- L'Executive Council ha votato 3 contro 2 contro il piano, bloccando l’emissione tramite la Business Finance Authority.
- Moody's aveva già assegnato un rating preliminare Ba2, ma i rischi politici e reputazionali hanno comunque affossato il progetto.
Il New Hampshire ha fatto saltare all’ultimo momento un piano per un bond garantito da bitcoin da $100 milioni (€87.5 milioni). L’operazione avrebbe dovuto segnare il debutto del primo bitcoin bond con rating sostenuto da uno stato, ma si è fermata proprio a un passo dall’approvazione finale.
L'ultimo voto blocca il piano
A fermare tutto è stato l'Executive Council del New Hampshire, che ha bocciato il progetto con 3 voti contrari e 2 favorevoli. L’organo, che ha voce in capitolo sulle principali decisioni finanziarie dello stato, ha quindi bloccato l’emissione, destinata a passare attraverso la Business Finance Authority.
La struttura prevista era quella di un conduit financing legato a un’obbligazione privata collegata a CleanSpark, società attiva nel Bitcoin mining e nei data center. L’obiettivo era raccogliere fondi senza esporre direttamente i contribuenti o le garanzie statali, usando Bitcoin come collaterale presso un custode privato.
Perché questo piano ha attirato attenzione
Il progetto aveva già superato un passaggio importante quando, a marzo 2026, Moody's Ratings aveva assegnato un rating preliminare Ba2. Si tratta di una valutazione che indica un rischio di credito speculativo, ma che allo stesso tempo confermava come l’obbligazione fosse già entrata nel radar della finanza tradizionale.
La Business Finance Authority aveva dato il via libera al piano già a novembre 2025. Sembrava quindi che il New Hampshire fosse pronto a tornare al centro della politica crypto negli Stati Uniti, dopo iniziative precedenti come la creazione di una riserva crypto lo scorso anno.
Un segnale per il finanziamento pubblico
Il no finale mostra quanto sia ancora complicato inserire asset volatili come Bitcoin nelle strutture di finanziamento pubblico. Per chi segue il settore dall’Europa, il punto chiave è che queste operazioni stanno spingendo sempre più avanti il confine tra strumenti finanziari tradizionali e credito garantito da crypto, ma bastano rischi politici e reputazionali per far saltare tutto.
Keith Ammon, tra i sostenitori delle crypto nel parlamento del New Hampshire, ha definito la decisione su X miope e ha detto a CoinDesk che la partita non è ancora chiusa. Secondo lui, il fatto che il council sia in anno elettorale pesa parecchio e anche un solo voto può ribaltare l’esito.