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L’offerta di stablecoin resta stabile nonostante il calo di Bitcoin e la volatilità del mercato

Le stablecoin restano intorno a 273 miliardi di dollari, mentre la liquidità si sposta verso DeFi, prediction markets e asset tokenizzati. Cosa dice questo sulla prossima fase del mercato crypto?

L’offerta di stablecoin resta stabile nonostante il calo di Bitcoin e la volatilità del mercato

In breve

  • La capitalizzazione totale delle stablecoin resta stabile intorno a 273 miliardi di dollari, nonostante il calo di Bitcoin e la debolezza del mercato crypto.
  • Gli afflussi di stablecoin verso gli exchange calano, mentre la liquidità si sposta verso DeFi, azioni tokenizzate, prediction markets e real-world assets.
  • Banche europee come BBVA e Santander stanno lavorando a stablecoin ancorate all’euro, cosa che potrebbe rafforzare l’adozione regionale e i flussi di liquidità.

La capitalizzazione totale delle stablecoin resta sorprendentemente stabile intorno ai 273 miliardi di dollari (236 miliardi di euro), nonostante il recente calo di Bitcoin sotto i 60.000 dollari (51.900 euro) e la debolezza più ampia del mercato crypto. Questo mentre il mercato crypto quest’anno è sceso di circa il 26% e Bitcoin a metà giugno scambia intorno ai 64.000 dollari (55.300 euro), dopo un picco sopra i 120.000 dollari (103.700 euro) alla fine dell’anno scorso.

La liquidità delle stablecoin resta dentro l’ecosistema crypto

A differenza di correzioni di mercato precedenti, in cui l’offerta di stablecoin diminuiva perché i trader convertivano i token in contanti, adesso l’offerta di stablecoin resta quasi invariata. Le analisi mostrano che gli afflussi di stablecoin verso gli exchange crypto stanno invece calando. Per esempio, gli afflussi mensili di Tether (USDT) e USDC verso gli exchange sono scesi da 5,7 miliardi di dollari (4,9 miliardi di euro) a ottobre dell’anno scorso a 2,9 miliardi di dollari (2,5 miliardi di euro) di recente. Questo indica che la liquidità non sta lasciando il mercato crypto, ma nemmeno viene usata subito per comprare asset crypto.

Al contrario, questa liquidità si sta spostando verso altre aree dell’ecosistema crypto. Le stablecoin, per esempio, vengono usate nei protocolli di finanza decentralizzata (DeFi), dove possono generare rendimenti tra il 15% e il 20% tramite prestiti e altre strategie. Inoltre, cresce l’interesse per le azioni tokenizzate, che permettono agli investitori di mantenere esposizione ai titoli tradizionali senza uscire dall’infrastruttura crypto. Anche i network di pagamento stanno sperimentando con questa tecnologia; Visa, per esempio, sta ampliando i suoi pilot di settlement in stablecoin.

Crescita nei prediction markets e nei real-world assets

Un altro sbocco per la liquidità delle stablecoin sono i prediction markets, dove gli utenti scommettono sugli esiti di eventi reali. Questo segmento ha ricevuto una spinta da eventi come i Mondiali 2026 e ormai muove oltre 2 miliardi di dollari (1,7 miliardi di euro) di volume di trading su piattaforme come Polymarket.

Anche i real-world assets (RWA) in forma tokenizzata stanno assorbendo sempre più capitale. Secondo dati recenti, il valore dei RWA tokenizzati, escluse le stablecoin, a metà maggio era di circa 32,8 miliardi di dollari (28,4 miliardi di euro) on-chain. Questo segnala una maturità e una diversificazione sempre maggiori nel settore crypto, con capitali parcheggiati in asset che generano reddito invece che in posizioni rischiose.

Perché conta per il mercato crypto europeo

Per gli investitori europei, questo sviluppo può essere importante, perché indica un’adozione più ampia delle stablecoin in diverse applicazioni finanziarie, anche fuori dal trading diretto sugli exchange. Banche europee come BBVA e Santander stanno lavorando a stablecoin ancorate all’euro, cosa che potrebbe contribuire a rafforzare l’ecosistema finanziario digitale regionale e a ridurre la dipendenza dai token basati sul dollaro USA. Nel tempo, questo potrebbe influire sui flussi di liquidità e sull’uso delle stablecoin in Europa.


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