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Lo yield delle stablecoin mette banche americane e crypto su rotta di collisione

Le banche temono che i reward sulle stablecoin possano attirare via i depositi, mentre il settore crypto punta il dito sulla GENIUS Act e sulle regole già esistenti. La battaglia attorno alla Clarity Act può influenzare ancora di più il mercato statunitense delle stablecoin.

Lo yield delle stablecoin mette banche americane e crypto su rotta di collisione

In breve

  • Le banche avvertono che lo stablecoin-yield può spingere i risparmiatori fuori dai depositi e pesare sul credito.
  • La Clarity Act è sotto pressione per via delle lobby bancarie, mentre il settore crypto sostiene che le regole esistenti sulle stablecoin coprano già gran parte del quadro.
  • Il dibattito statunitense sulle stablecoin può avere effetti globali sulle regole relative a reward, riserve e confine con il banking tradizionale.

La battaglia sul stablecoin-yield negli Stati Uniti sta riportando a livelli di tensione il rapporto tra banche e crypto. Le banche avvertono che i reward sulle stablecoin possono attirare i risparmiatori fuori dai depositi e quindi pesare sul credito, mentre il settore crypto dice che dal punto di vista legale la questione è già in gran parte coperta dalle regole esistenti sulle stablecoin.

Clarity Act sotto pressione

La tensione ruota attorno alla Senate Digital Asset Market Clarity Act, che secondo la fonte è in bilico da mesi e ora è di nuovo sotto pressione per il lavoro di lobbying delle banche. La legge ha ancora tre settimane davanti al Senato prima che si avvicinino le elezioni di metà mandato, e non è ancora chiaro se ci sarà abbastanza sostegno per un voto finale.

Secondo i lobbisti bancari, le piattaforme crypto potrebbero offrire di fatto rendimenti simili agli interessi tramite i reward sulle stablecoin, senza avere lo stesso carico di vigilanza delle banche. Il CEO di JPMorgan Jamie Dimon l’ha riassunta in passato come una questione di parità di trattamento, ma anche come un rischio legato al riciclaggio di denaro e ad altre forme di finanziamento illecito.

Perché le banche si oppongono

Il punto centrale dell’opposizione delle banche è semplice: i depositi sono la base con cui le banche concedono prestiti. Se i clienti spostano denaro verso stablecoin con reward più alti, le banche temono che il loro modello di finanziamento diventi più costoso e più fragile.

Allo stesso tempo, il mercato più ampio mostra che questa paura non viene confermata automaticamente dai numeri. Il mercato delle stablecoin è ormai cresciuto oltre i $300 miliardi (€259 miliardi), ma le banche americane hanno visto entrare quasi $400 miliardi (€346 miliardi) di depositi aggiuntivi nell’ultimo trimestre riportato, il settimo aumento trimestrale consecutivo. Il settore detiene inoltre quasi $21 bilioni (€18,2 bilioni) in depositi.

La discussione si svolge anche sullo sfondo della GENIUS Act, firmata nel luglio 2025 e prima cornice federale per le payment stablecoins. Questa legge obbliga gli emittenti a mantenere riserve che coprano le stablecoin in circolazione almeno uno a uno, mentre autorità di vigilanza come l’OCC stanno già lavorando anche a regole ulteriori su riserve, disclosure, rimborso, capitale, audit e controlli.

Significato per i lettori europei

Per chi segue le crypto in Europa, questo è rilevante soprattutto perché gli Stati Uniti mostrano quanto velocemente le stablecoin possano passare da prodotto di mercato a dossier politico. L’esito può dare una direzione a come i regolatori di tutto il mondo guardano a reward, requisiti di riserva e confine tra piattaforme crypto e banking tradizionale. Questo rende il dibattito americano importante anche fuori dagli USA per chi usa o offre stablecoin in un contesto regolamentato.


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