Sui lancia Hashi con 500 milioni di dollari per i prestiti in Bitcoin
Hashi collega Bitcoin ai prestiti su Sui, con hBTC come voucher garantito e un’attenzione extra a sicurezza e compliance per gli operatori istituzionali.

In breve
- Sui lancia Hashi, un protocollo per prestiti istituzionali in Bitcoin in cui BTC resta sulla rete Bitcoin come collaterale.
- Il progetto ha 500 milioni di dollari di impegni di capitale da più di 20 soggetti e andrà live su mainnet in modo graduale più avanti questo mese.
- Gli utenti ricevono hBTC su Sui, mentre sicurezza e compliance sono state verificate da Certora e CommonPrefix.
Bitcoin avrà presto un nuovo modello di prestito, pensato apposta per gli operatori istituzionali. La blockchain layer-1 Sui lancia Hashi, un protocollo che permette ai detentori di usare Bitcoin come collaterale senza spostare i loro BTC dalla rete Bitcoin. Il rollout su mainnet avverrà in fasi più avanti questo mese, mentre il progetto ha già raccolto 500 milioni di dollari di impegni di capitale.
Il capitale deve riempire la liquidità
Questi impegni non sono ancora depositi diretti, ma dovrebbero comunque evitare che il sistema parta vuoto. Secondo Sui, il denaro arriva da più di 20 soggetti del settore. Così Hashi può partire subito con una liquidità profonda, invece di dover prima costruire utenti e capitale.
Il tempismo si inserisce in un trend più ampio attorno al Bitcoin-backed lending. Sempre più aziende e istituzioni vogliono usare i loro BTC come collaterale per ottenere prestiti, senza vendere la moneta stessa. Nel mercato si parla da tempo di un ruolo molto più grande per questo tipo di finanziamento, e alcune stime indicano un mercato che nel tempo potrebbe crescere fino a 1 bilione di dollari (€0,9 bilioni). Anche Compound punta da tempo su una forma più istituzionale di prestiti DeFi, con attenzione all’infrastruttura del credito e agli utenti business.
Come funziona Hashi
Hashi permette agli utenti di bloccare i loro BTC in un indirizzo vault sulla blockchain di Bitcoin. Quell’indirizzo è protetto con una multisig 2-of-2, in cui serve l’approvazione crittografica sia di Hashi sia dei suoi validator. Inoltre c’è un livello guardian separato che deve monitorare e rallentare eventuali movimenti sospetti del collaterale.
Su Sui viene poi mintato hBTC, un token voucher garantito direttamente da quel deposito in Bitcoin. Con questo hBTC le app su Sui possono prendere in prestito, prestare e creare mercati del credito. Se un utente vuole uscire, l’hBTC su Sui viene bruciato e il Bitcoin originale torna disponibile sulla rete Bitcoin.
Perché è rilevante
Per chi segue il crypto in Europa, è interessante soprattutto il fatto che prodotti di questo tipo colleghino sempre più spesso Bitcoin alla finanza reale invece che solo al trading. Questo può essere utile per chi tiene BTC in bilancio e cerca modi per liberare liquidità senza vendere subito. Allo stesso tempo mostra che i protocolli DeFi si stanno orientando sempre di più verso requisiti istituzionali di trasparenza e controllo.
Sui dice che Hashi è stato verificato anche sul fronte sicurezza e compliance. Certora ha verificato formalmente gli smart contract e CommonPrefix ha esaminato la crittografia del protocollo MPC. Questo si allinea con l’impostazione istituzionale del progetto, che secondo Mysten Labs è stato costruito proprio per chi vuole usare Bitcoin senza rinunciare alle normali regole di sicurezza e gestione.