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Trump Media archivia il piano CRO mentre il mercato crypto si raffredda

Trump Media e Crypto.com chiudono i piani su CRO ed ETF, mentre le digital asset treasury attirano meno interesse. Dopo la notizia, il prezzo di CRO è sceso del 5%.

Trump Media archivia il piano CRO mentre il mercato crypto si raffredda

In breve

  • Trump Media, Crypto.com e Yorkville Acquisition chiudono il piano per Trump Media Group CRO Strategy.
  • Dopo la notizia, il token CRO è sceso del 5%, mentre Trump Media aveva già comprato CRO per 105 milioni di dollari.
  • Trump Media ridimensiona diversi piani crypto e ora si concentra su media, data licensing e sulla fusione con TAE Technologies.

Trump Media sta facendo marcia indietro su una parte dei progetti crypto che, fino all’anno scorso, erano centrali nella sua strategia. Insieme a Crypto.com e alla SPAC Yorkville Acquisition, il gruppo ha infatti chiuso il piano legato a Trump Media Group CRO Strategy. La reazione del mercato non si è fatta attendere: il token CRO ha perso il 5% dopo la notizia.

Il piano CRO viene accantonato

Venerdì le tre parti hanno comunicato di aver messo fine alla proposta per una società quotata dedicata all’accumulo di CRO. L’idea era quella di acquistare il token nativo di Cronos e generare un rendimento aggiuntivo tramite staking. Trump Media aveva già comprato CRO per 105 milioni di dollari (€91 milioni) nel settembre 2025, nell’ambito di una collaborazione più ampia con Crypto.com.

Quella partnership avrebbe dovuto portare anche token rewards all’interno dei prodotti di Trump Media. Il progetto rientrava nella fase di forte entusiasmo per le cosiddette digital asset treasury company, un trend che aveva attirato molta attenzione lo scorso anno ma che oggi appare decisamente più debole. Il raffreddamento ricorda quello visto anche in altri casi, come Avalanche Treasury, dove una struttura SPAC legata a una crypto treasury company è finita presto sotto pressione.

Si ridimensiona anche il pacchetto crypto più ampio

Trump Media e Crypto.com stanno inoltre abbandonando un altro piano separato, in cui Crypto.com avrebbe dovuto sostenere alcuni ETF previsti da Yorkville America. In precedenza Axios aveva già riportato che Trump Media sta riducendo anche il lancio dei prediction markets alimentati da Crypto.com su Truth Social.

Questa svolta si inserisce in un riposizionamento più ampio dell’azienda, che ora punta soprattutto su media, data licensing e sulla proposta di fusione con la società di fusione nucleare TAE Technologies. L’amministratore delegato ad interim Kevin McGurn ha detto ad Axios che l’obiettivo è concentrarsi su questi fronti, sostenendo che il mercato delle digital asset treasury sia ormai saturo.

Contano anche la pressione politica e quella di mercato

Per chi segue il settore crypto in Europa, il punto chiave è che episodi come questo mostrano quanto rapidamente i grandi gruppi americani possano ridimensionare i loro esperimenti crypto quando il mercato perde slancio. Sullo sfondo resta anche la pressione politica a Washington: la CLARITY Act è ancora ferma al Congresso, complice il dibattito su etica e possibili conflitti di interesse legati al presidente Donald Trump e alla sua famiglia.

Nel frattempo, Trump Media continua comunque a mantenere Bitcoin in bilancio. Secondo i documenti aziendali, alla fine del secondo trimestre deteneva 9.542 BTC, anche se all’inizio di questa settimana ha trasferito altri 2.628 BTC, per un valore di circa 165 milioni di dollari (€143 milioni), verso indirizzi collegati a Crypto.com.


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