Gli Stati Uniti spostano 1 miliardo di dollari in bitcoin dal wallet dell’hack di Bitfinex
Arkham non vede una vendita, ma una riallocazione di BTC sequestrati. I movimenti legati a Coinbase Prime e alla Strategic Bitcoin Reserve tengono sotto osservazione la gestione dei fondi dell’hack di Bitfinex.

In breve
- Wallet collegati al governo americano hanno spostato giovedì 12.267 bitcoin, per un valore di circa 1,01 miliardi di dollari, da un wallet dell’hack di Bitfinex del 2016.
- Le monete sono finite su nuovi indirizzi non etichettati; non è stato registrato alcun deposito verso un exchange, il che indica una riorganizzazione dei wallet.
- In precedenza il governo aveva già spostato importi maggiori verso Coinbase Prime, mentre da marzo 2025 i bitcoin confiscati devono essere inseriti in una Strategic Bitcoin Reserve.
Wallet collegati al governo americano hanno spostato giovedì 12.267 bitcoin per un valore di circa 1,01 miliardi di dollari (€0,9 miliardi). Secondo i dati della società di blockchain intelligence Arkham, le monete provenivano da un wallet con fondi dell’hack di Bitfinex del 2016 e sono state inviate a un nuovo indirizzo non etichettato.
Una seconda transazione è andata a un altro indirizzo. Non è stato registrato alcun deposito verso un exchange, il che fa pensare più a una riorganizzazione dei wallet che a una vendita. Questo è rilevante, perché il giorno prima il governo aveva invece visto muovere importi maggiori verso indirizzi di Coinbase Prime.
In precedenza già movimenti verso Coinbase Prime
Circa 24 ore prima, circa 3.200 BTC, per un valore di circa 264 milioni di dollari (€236 milioni), e 119 milioni di dollari (€106 milioni) in USDT erano finiti su indirizzi di deposito di Coinbase Prime. Arkham ha collegato quei fondi a wallet appartenenti ai sequestri di FTX/Alameda e Bitfinex. CoinDesk ha inoltre riportato che mercoledì oltre 100 milioni di dollari (€89,4 milioni) in BTC e BNB sono stati spostati in modo simile.
A luglio erano già stati inviati circa 288 milioni di dollari (€257 milioni) in bitcoin ed ether sequestrati, tramite nuovi wallet intermedi, verso Coinbase Prime. Movimenti del genere attirano subito attenzione, perché Coinbase Prime non si occupa solo di trading ma offre anche custodia. Un deposito lì, quindi, non significa automaticamente che le monete siano state vendute.
La politica sulle riserve resta importante
Lo spostamento rientra in un dibattito più ampio su come gli Stati Uniti gestiscono i bitcoin sequestrati. Nel marzo 2025 un ordine presidenziale ha stabilito che i bitcoin confiscati devono essere inseriti in una Strategic Bitcoin Reserve e non possono essere venduti. Arkham stima che il governo americano possieda in totale circa 328.000 BTC, il che lo rende il più grande detentore statale noto di bitcoin.
Per chi segue il crypto in Europa, questo è soprattutto rilevante perché i grandi movimenti governativi vengono spesso letti come un segnale sulla gestione, sulla custodia e su una possibile pressione di vendita. In questo caso, la combinazione di nuovi wallet, indirizzi di Coinbase Prime e politica di riserva punta invece a una riallocazione amministrativa, anche se l’obiettivo esatto di ogni singola transazione non è sempre subito visibile.
Anche il mercato più ampio osserva con attenzione questo tipo di movimenti governativi. In una recente analisi di un precedente trasferimento di oltre 100 milioni di dollari era già emerso che spostamenti del genere non indicano automaticamente una vendita.