Vitalik Buterin lancia Lean Ethereum, ma i tempi dividono la community
La roadmap punta su recursive STARK, sicurezza quantistica e fee più basse, ma nell’ambiente Ethereum c’è chi dubita che i tempi siano davvero sostenibili.

In breve
- Vitalik Buterin ha presentato Lean Ethereum, una roadmap che punta a ripensare Ethereum in profondità nell’arco di tre o quattro anni.
- Il piano introduce recursive STARK, crittografia quantum-safe, fee più basse e una nuova architettura dei dati pensata per scalare meglio.
- Il ricercatore di Ethereum Dankrad Feist ha criticato i tempi, giudicandoli troppo lenti, mentre la Foundation nel frattempo sta riducendo personale e budget.
Con Lean Ethereum, Vitalik Buterin propone una revisione ampia della rete, ma fin da subito è la tempistica a far discutere. La roadmap immagina una nuova fase per Ethereum nell’arco di tre o quattro anni, con interventi che toccano quasi tutti i componenti più importanti del protocollo. Allo stesso tempo, nell’ecosistema c’è chi ritiene che un orizzonte del genere sia troppo dilatato per un progetto che punta a cambiare così tanto.
Cosa cambia con Lean Ethereum
Il cuore del piano è nei recursive STARK, un sistema di proof crittografiche che consente di verificare la chain senza costringere ogni nodo a ricalcolare tutte le transazioni. Buterin vuole renderle una parte centrale del protocollo. In questo modo Ethereum si muoverebbe ancora di più verso un modello in cui la verifica diventa più efficiente e il peso tecnico sulla rete può ridursi.
Un altro punto chiave è la sicurezza quantistica. La roadmap prevede di sostituire la crittografia vulnerabile al quantum con schemi hash-based, pensati per resistere meglio all’arrivo dei futuri computer quantistici. La scelta si inserisce in un trend più ampio del settore, dove gli standard per la sicurezza post-quantum stanno diventando sempre più centrali.
Più scalabilità e fee più basse
La parte più incisiva del piano riguarda il modo in cui Ethereum conserva i dati. Buterin vuole mantenere in larga parte invariata l’architettura principale, aggiungendo però un nuovo tipo di stato molto più rigido, che dovrebbe arrivare a scalare fino a 100 TB nel 2030. Secondo la roadmap, la conversione di un token ERC-20 o di un NFT in quel formato può ridurre le fee di oltre 10x, mentre applicazioni più complesse come gli exchange decentralizzati resterebbero sul modello attuale.
Anche la privacy smette di essere un tema accessorio e diventa un obiettivo esplicito. Nel breve termine, inoltre, il prossimo upgrade Glamsterdam dovrebbe alzare il gas limit. Buterin richiama anche la Merge del 2022, che ha portato Ethereum al proof of stake e ha tagliato il consumo energetico di oltre il 99% senza creare grossi problemi per utenti o applicazioni.
Critiche sui tempi
Non tutti, però, considerano realistico il calendario indicato. Il ricercatore della Ethereum Foundation Dankrad Feist ha riconosciuto la bontà della direzione, ma ha definito troppo lenti i tre o quattro anni previsti. Secondo lui, un’implementazione in circa un anno sarebbe possibile, anche grazie alla ricerca supportata dall’AI. La strawmap, invece, resta impostata su uno sviluppo guidato dalle persone, pur ammettendo che l’AI può accorciare i tempi.
Il tema dei tempi pesa ancora di più se si guarda alla situazione interna della Ethereum Foundation, che di recente ha tagliato circa il 20% del personale, pari a 54 ruoli. Il tutto rientra in un modello di budget più contenuto, con spese annuali che dovrebbero scendere dal 15% al 5% della treasury entro il 2030. Per chi segue il settore crypto in Europa, è un passaggio rilevante perché mostra che Ethereum sta cambiando non solo sul piano tecnico, ma anche su quello organizzativo. La vera domanda, quindi, non è soltanto cosa verrà costruito, ma anche con quali risorse e in quanto tempo.
Buterin ha definito esplicitamente la strawmap una bozza e non un piano definitivo. Ha però aggiunto che il prossimo fork Hegotá sarà probabilmente l’ultimo prima dell’avvio dell’era Lean. Nel frattempo Ether resta sotto pressione: nel 2026 il prezzo è sceso di circa il 41% fino a circa $1.760 (€1.540), segnalando quanto sia ampio il divario tra la roadmap e le aspettative del mercato.