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Waters, Warren e Brown possono bloccare la normativa crypto

Waters, Warren e Brown potrebbero nel Congresso decidere la direzione delle regole su SEC, CFTC e stablecoin. Per i lobbisti del settore crypto, questo rischia di tradursi in un’agenda molto più rigida.

Waters, Warren e Brown possono bloccare la normativa crypto

In breve

  • Se i Democratici riconquistano il Congresso americano nel 2027, la direzione della normativa crypto può cambiare rapidamente.
  • Maxine Waters, Shontel Brown ed Elizabeth Warren potrebbero allora ottenere posizioni chiave e spingere per un controllo più severo su crypto e stablecoin.
  • Per chi segue l’Europa, questo è rilevante, perché la normativa americana influenza i dibattiti internazionali su struttura di mercato, vigilanza e compliance.

Se i Democratici riprendono il controllo del Congresso americano nel 2027, la direzione della normativa crypto può cambiare rapidamente. Maxine Waters, Elizabeth Warren e Shontel Brown potrebbero allora essere tra i nomi più influenti sui dossier che decidono come gli USA regoleranno crypto e stablecoin.

Waters e Brown al comando

Il cambiamento più grande potrebbe arrivare alla Camera dei Rappresentanti. Maxine Waters è in corsa per tornare a essere presidente della House Financial Services Committee, mentre Shontel Brown potrebbe guidare la House Agriculture Committee. Queste due commissioni sono cruciali, perché negli USA vigilano rispettivamente su SEC e CFTC e quindi hanno un ruolo centrale in qualsiasi nuovo quadro per le regole crypto.

Per il settore è importante, perché Waters e Brown hanno entrambe espresso più volte giudizi critici sulla normativa crypto. Waters ha definito in passato la Clarity Act la “Calamity Act” e ha avvertito che avrebbe esposto consumatori e investitori a grandi lacune nella legge. Brown ha votato contro la GENIUS Act e la Clarity Act, anche se ha anche detto che potrebbe sostenere una politica che protegga i consumatori e lasci spazio all’innovazione.

Questo atteggiamento è in contrasto con l’attuale agenda repubblicana, in cui struttura di mercato e stablecoin sono invece in cima alle priorità. Se i Democratici prendono il controllo, è probabile che le nuove proposte facciano più fatica a ottenere un sostegno ampio.

Warren potrebbe avere più potere

Anche al Senato l’equilibrio di potere può spostarsi. Elizabeth Warren, da anni una delle critiche più dure del settore, potrebbe ottenere la guida della Senate Banking Committee in caso di maggioranza democratica. Nel 2025 ha già pubblicato un quadro per la normativa sulla struttura di mercato crypto, con attenzione alla protezione degli investitori, alle regole antiriciclaggio, alla stabilità finanziaria e alla limitazione dei conflitti di interesse per i funzionari pubblici.

Questo si inserisce nella sua linea di sempre. Dopo il crollo di FTX, nel 2022 Warren ha collaborato a una proposta bipartisan per regolamentare più severamente le società crypto e trattarle più come banche e corporate. Per i lobbisti del settore crypto, questo è proprio un segnale che un Senato democratico probabilmente delimiterebbe l’agenda legislativa in modo molto più rigido.

Perché questo conta per l’Europa

Per chi segue il crypto in Europa, questo è soprattutto rilevante perché gli USA restano ancora uno dei principali punti di riferimento per struttura di mercato e vigilanza. Se i Democratici dettano il tono, questo può influenzare il modo in cui a livello internazionale si parla di regole crypto, stablecoin e compliance. Mostra anche che la normativa americana non riguarda solo l’innovazione, ma anche vigilanza, protezione dei consumatori e controllo politico sul settore.

Il tempismo rende tutto ancora più delicato. La Clarity Act vacilla ora che il Senato si avvicina alla pausa ha ancora una piccola possibilità di passare al Senato a settembre, ma se fallisce, il settore potrebbe ritrovarsi nella prossima legislatura di nuovo davanti a una maggioranza molto meno favorevole. Secondo lobbisti come Cody Carbone, il crypto resta comunque un tema su cui entrambi i partiti dovranno prima o poi lavorare, ma la strada verso nuove leggi sembra molto più difficile sotto una guida democratica.


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