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Zerohash presenta di nuovo la richiesta per la trust charter OCC

Zerohash vuole ottenere comunque una national trust charter della OCC tramite una richiesta più ristretta. La domanda è rilevante per servizi crypto regolamentati come custody e gestione delle stablecoin.

Zerohash presenta di nuovo la richiesta per la trust charter OCC

In breve

  • Zerohash ha presentato di nuovo una richiesta per una national trust bank charter statunitense presso la OCC.
  • L’autorità di vigilanza ha rimandato indietro la prima richiesta per carenze materiali; mancano ancora risposte sulla nuova domanda.
  • La richiesta resta aperta fino al 17 settembre, mentre diverse aziende crypto-native hanno ricevuto di recente trust charter provvisorie.

Zerohash ha presentato di nuovo una richiesta per una national trust bank charter statunitense, dopo che il primo tentativo era stato rimandato indietro dall’Office of the Comptroller of the Currency. L’azienda di infrastruttura crypto dice ora di voler avanzare una richiesta più piccola e più mirata, mentre il periodo per i commenti pubblici resta aperto fino al 17 settembre.

Nuovo tentativo presso la OCC

La OCC, l’autorità che concede le charter alle banche nazionali e alle trust company, ha rimandato indietro la prima richiesta il mese scorso per carenze materiali. Zerohash aveva già fatto sapere in precedenza che avrebbe presentato presto una nuova domanda e che sarebbe stata meno ambiziosa della prima versione.

Secondo quanto spiegato in precedenza dall’azienda, si trattava di un’approvazione più focalizzata delle attività di trust nazionali, in linea con il lancio previsto. Zerohash e la OCC non hanno risposto alle domande sulla nuova richiesta.

Più pressione sulle trust charter

La richiesta arriva in un momento in cui diverse aziende crypto-native hanno ricevuto di recente trust charter provvisorie, mentre due richieste sono state respinte. Questo rende particolare la domanda di Zerohash rimandata indietro, perché è l’unica che l’autorità di vigilanza ha restituito invece di approvare o respingere subito.

Il contesto è rilevante per chi segue il settore crypto in Europa, perché le trust charter statunitensi vengono usate sempre più spesso per offrire servizi crypto regolamentati senza puntare subito a una licenza bancaria completa. In pratica, spesso si tratta di servizi come custody, staking e gestione delle stablecoin, proprio gli elementi importanti per gli operatori istituzionali.

Per Zerohash, questa strada si inserisce in un trend più ampio in cui le aziende crypto regolamentate cercano di portare i propri servizi sotto un quadro di vigilanza più chiaro. Lo si vede anche nella prima richiesta rimandata indietro, che l’autorità aveva già giudicato materialmente carente il mese scorso.

Ruolo istituzionale di Zerohash

Zerohash opera già come trust bank con licenza statale e fornisce infrastruttura crypto a grandi nomi della finanza come BlackRock, Franklin Templeton, Stripe, Interactive Brokers e DraftKings. L’azienda è inoltre coinvolta in una causa in California per presunto licenziamento illegittimo, in cui l’ex chief compliance officer sostiene di essere stato licenziato dopo aver scoperto diversi problemi di compliance.

Questa combinazione di clienti istituzionali, ambizioni regolatorie e una causa in corso rende la nuova richiesta ancora più rilevante. Per chi vuole lanciare servizi crypto tramite operatori regolamentati, mostra quanto resti importante per il settore la struttura delle licenze negli Stati Uniti.


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