ELIZAOS si ferma dopo la causa legale e il crollo del token
Walters chiude la foundation e mette fine a ogni supporto al token dopo un accordo con i holder rappresentati da Burwick Law a New York.

In breve
- ELIZAOS, il successore di AI16Z, per il fondatore Shaw Walters è ormai finito e non riceverà più supporto, buyback o interventi sull’offerta.
- Walters ha detto che la foundation verrà chiusa e che i holder dovrebbero vendere, mentre lui continuerà a lavorare sul software senza lanciare un nuovo token.
- La chiusura arriva dopo una causa legale e un crollo del 97 per cento dal massimo, successivo alla migrazione da AI16Z a ELIZAOS.
ELIZAOS, il successore di AI16Z, per il fondatore Shaw Walters è arrivato al capolinea. Mercoledì Walters ha scritto che il token è “dead”, che la foundation verrà chiusa e che non ci saranno più supporto, buyback o interventi sull’offerta. Il messaggio rivolto ai holder è netto: secondo Walters dovrebbero vendere, mentre lui continuerà a sviluppare il software senza introdurre un nuovo token.
Da hype a smantellamento
ELIZAOS quota intorno a $0,00031 (€0,0003) e ha una capitalizzazione di mercato di circa $2.3 milioni (€2 milioni). Il dato più evidente, però, è il crollo del 97 per cento rispetto al massimo. AI16Z, il token poi migrato su ELIZAOS, aveva toccato il 2 gennaio 2025 un picco di $2.39 miliardi (€2.1 miliardi), con volumi giornalieri pari a $291 milioni (€253 milioni).
Il ribasso si inserisce in un raffreddamento più ampio del settore degli AI agent nel crypto. L’idea alla base era quella di software capaci di gestire in autonomia un crypto wallet, pubblicare contenuti e ricevere token assegnati in base alle azioni del sistema. AI16Z e Virtuals, all’inizio del 2025, insieme valevano più della metà del valore del settore, ma quella spinta non si è dimostrata sostenibile.
La causa legale ha pesato sul progetto
Walters ha collegato direttamente la chiusura alla disputa legale. A suo dire, la foundation ha trasferito la treasury residua e i fondi disponibili per chiudere un accordo con un gruppo di holder rappresentati da Burwick Law. Lo studio aveva depositato ad aprile una proposta di class action nel Southern District of New York, con accuse di pubblicità ingannevole, deceptive practices, negligent misrepresentation e unjust enrichment.
Nella denuncia si sosteneva anche che il progetto si presentasse come un “autonomous, AI-run venture fund”, mentre Walters e altri insider ne mantenevano il controllo. Inoltre, veniva affermato che gli holder erano stati diluiti durante la migrazione da AI16Z a ELIZAOS. Il rebranding era arrivato dopo l’obiezione della venture capital firm Andreessen Horowitz sul nome originale.
Cosa dice questo sui token AI
Per i lettori crypto europei, questa vicenda mostra quanto rapidamente i token legati all’AI possano passare dall’hype allo smantellamento, soprattutto quando un progetto finisce sotto pressione legale e deve gestire anche una migrazione del token complessa. Il settore aveva già attirato molta attenzione con la crescita di sistemi AI a cui venivano assegnati wallet e strutture token dedicate, ma proprio questo rende più evidenti anche i rischi operativi e legali. In Europa, poi, i progetti AI vengono valutati sempre più alla luce di regole più rigide su AI e compliance, un fattore che può alzare l’asticella per modelli simili. Il tema si inserisce anche nell’applicazione più ampia dell’AI Act europeo, con requisiti di trasparenza per chatbot e deepfake già applicati in modo più severo.