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APX Lending vuole offrire i primi mutui in bitcoin in Canada

APX Lending vuole lanciare nel 2027 mutui in bitcoin regolamentati, permettendo agli acquirenti di mettere in pegno i propri BTC invece di venderli. Tassi e condizioni di prestito non sono ancora noti.

APX Lending vuole offrire i primi mutui in bitcoin in Canada

In breve

  • APX Lending vuole offrire mutui in bitcoin in Canada nel primo trimestre del 2027.
  • Gli acquirenti potranno tenere i propri bitcoin e usarli come garanzia per un acconto o per l’intero prezzo d’acquisto.
  • Tassi, durata, limiti loan-to-value e regole per margin call e liquidazione non sono ancora noti.

APX Lending vuole offrire mutui in bitcoin già dall’inizio del 2027 in Canada. Il lender canadese dice che gli acquirenti potranno tenere i propri BTC invece di venderli per finanziare una casa, ma i tassi e le altre condizioni di prestito non sono ancora noti.

Primo operatore regolamentato

L’azienda di Toronto ha aperto mercoledì una lista d’attesa e dice che vuole avviare il servizio di mutui nel primo trimestre del 2027. APX, che già offre prestiti crypto-backed, si definisce il primo operatore regolamentato di mutui in bitcoin in Canada.

La mossa porta i prestiti crypto nel mercato immobiliare canadese, dove il debito ipotecario in essere a giugno è arrivato a $1,75 bilioni (€1,6 bilioni), secondo la Canada Mortgage and Housing Corporation. APX si rivolge così a un mercato in cui il finanziamento immobiliare è enorme, ma in cui bitcoin come garanzia ha ancora un ruolo minimo.

Come funziona la garanzia

Secondo APX, i clienti possono prendere in prestito solo per l’acconto oppure per l’intero prezzo d’acquisto. Per una casa da circa $475.000 (€426.700), un acquirente potrebbe ad esempio prendere in prestito $95.000 (€85.300) per un acconto del 20% mettendo in pegno circa $190.000 (€170.700) in bitcoin. Chi vuole finanziare l’intero prezzo d’acquisto senza acconto in contanti dovrebbe mettere in garanzia circa $475.000 (€426.700) in bitcoin, mentre anche l’immobile stesso funge da garanzia.

L’azienda non ha ancora comunicato tassi, durata, limiti loan-to-value o regole per margin call e liquidazione. È un punto importante, perché il valore di bitcoin può oscillare molto. Un forte calo può costringere un mutuatario a versare altra garanzia oppure portare alla vendita di parte dei BTC in pegno, a seconda delle condizioni finali.

APX dice però che custodisce le crypto dei clienti tramite BitGo e non le presta. Per i suoi prestiti esistenti, l’azienda usa controlli automatici di liquidazione che iniziano con una vendita parziale quando il loan-to-value arriva al 90%, per poi riportare il rapporto all’85%.

Perché è rilevante per gli acquirenti

Per chi segue il mondo crypto in Europa e nei Paesi Bassi, questo è interessante soprattutto perché mostra che bitcoin viene sempre più spesso considerato come garanzia anche fuori dal mercato crypto tradizionale. Allo stesso tempo, APX chiarisce che l’immobile e il bitcoin non vengono trattati automaticamente allo stesso modo in caso di problemi, e questo mette in evidenza i rischi legali e pratici di questo tipo di prodotti.

Anche nel mercato più ampio, l’uso di BTC si sta spostando sempre più dal trading al finanziamento. In una recente panoramica sui prestiti in bitcoin per le spese quotidiane era già emerso che sempre più mutuatari usano le proprie coin per cose come studio, capitale per un’attività ed emergenze invece di venderle.

APX non ha ancora indicato una data per la pubblicazione delle condizioni definitive del mutuo. L’azienda dice che le condividerà prima del lancio previsto.


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