Il giudice argentino archivia il caso LIBRA su Milei
Il giudice non ha visto alcun inganno penalmente rilevante nella promozione di LIBRA su X. I critici stanno cercando di riaprire il caso tramite appello.

In breve
- Un giudice federale argentino ha scagionato il presidente Javier Milei nel caso LIBRA e non ha visto alcun inganno penalmente rilevante.
- Il giudice ha stabilito che promozione, rialzo del prezzo e crollo non dimostrano da soli una frode, e che Milei ha pubblicato da un account personale.
- Dopo il post di Milei, LIBRA è salita brevemente oltre i 4,5 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato e poi è scesa di circa il 95% nel giro di poche ore.
Un giudice federale argentino ha scagionato il presidente Javier Milei nel caso LIBRA. Secondo la sentenza, non è stato accertato alcun inganno penalmente rilevante legato alla promozione e al successivo crollo della meme coin. La decisione mette per ora il caso in pausa, anche se critici e alcuni ex querelanti stanno ancora cercando una strada per l'appello.
Cosa ha deciso il giudice
Il giudice Marcelo Martínez de Giorgi ha archiviato il caso contro 11 persone, tra cui Milei e sua sorella Karina. Anche Hayden Davis, Mauricio Novelli e Julian Peh sono stati esclusi dal procedimento. Il procuratore Eduardo Taiano aveva chiesto questa decisione, per cui nessuno dei 11 è mai stato interrogato formalmente come indagato.
Nella sua sentenza di 60 pagine, il giudice ha scritto che una promozione, un rally e un crollo non dimostrano da soli una frode. Ha anche affermato che una perdita finanziaria non è automaticamente un reato. Inoltre ha sottolineato che Milei ha pubblicato da un account personale e non ha usato fondi pubblici.
Il crollo di LIBRA in sintesi
Milei ha promosso LIBRA su X il 14 febbraio 2025. La capitalizzazione di mercato del token è salita brevemente oltre i 4,5 miliardi di dollari (€4 miliardi) e poi è crollata di circa il 95% nel giro di poche ore. Questo ha reso LIBRA una delle meme coin più discusse dell'anno.
Il caso ha acquisito ulteriore peso grazie alle indagini on-chain. Gli analisti hanno sostenuto che otto wallet collegati al team abbiano incassato insieme circa 107 milioni di dollari (€95,6 milioni) durante il breve rialzo. Inoltre, i ricercatori non sono riusciti a collegare direttamente ad altri coinvolti una nota trovata sul telefono di Novelli, in cui si parlava di 5 milioni di dollari (€4,5 milioni) di pagamenti.
Perché conta anche fuori dall'Argentina
Per chi segue il crypto in Europa, questo caso mostra quanto velocemente una meme coin possa andare fuori controllo quando promozione, trading e attenzione politica si intrecciano. Il dossier tocca anche un tema più ampio che torna spesso nel mercato crypto: quando l'hype è ancora marketing, e quando invece diventa una questione per autorità di vigilanza e giudici?
Dopo la sentenza, Milei ha detto che la giustizia aveva rimesso le cose al loro posto. Le truffe crypto guidate dall'IA rendono casi del genere ancora più difficili, perché promozione e inganno possono muoversi in modo sempre più rapido e convincente. Il politico dell'opposizione Maximiliano Ferraro ha invece definito la sentenza un insabbiamento giudiziario. Il caso è ora archiviato, ma i querelanti esclusi hanno chiesto alla Corte federale di cassazione di essere riammessi, il che potrebbe riaprire la porta a un nuovo appello.