Arthur Hayes vede una bolla AI e in Bitcoin una via d’uscita
Hayes collega l’espansione dell’AI a un forte indebitamento e a un possibile bailout. In quello scenario vede Bitcoin e altre crypto come un contenitore per la liquidità liberata.

In breve
- Arthur Hayes avverte che la rapida espansione dei data center AI può finire in un crollo e poi in un bailout.
- Secondo Hayes, Bitcoin può beneficiarne se dopo un’operazione di salvataggio emerge liquidità in eccesso.
- Il boom dell’AI sta già colpendo i miner di Bitcoin, che sempre più spesso passano al computing AI e firmano nuovi contratti.
Arthur Hayes avverte che l’enorme espansione dei data center AI alla fine può trasformarsi in un crollo e in un bailout. Secondo l’ex numero uno di BitMEX, Bitcoin può allora beneficiare insieme ad altre crypto della liquidità in eccesso che si libera.
L’espansione dell’AI diventa più costosa
Hayes ha detto a CNBC alla Gamma Prime Investing Conference di Singapore che, secondo lui, le spese attuali equivalgono a buttare via “multi-trillion dollars”. Per l’espansione americana le stime vanno da 2,8 trilioni di dollari (€2,5 trilioni) entro il 2030 a 10,3 trilioni di dollari (€9,1 trilioni) entro il 2032, ha riportato Forbes. Secondo la piattaforma di credito Atrium, sono già stati raccolti almeno 1,3 trilioni di dollari (€1,2 trilioni) di debito.
Si aspetta che, dopo la fase di costruzione, il settore resti con capacità di calcolo economica e ampiamente disponibile. Grandi nomi come SpaceX, OpenAI e Anthropic trainano gran parte della domanda, ma secondo Hayes non fanno ancora utili. L’economista della Columbia Stijn van Nieuwerburgh ha detto in precedenza che servono 3,7 trilioni di dollari (€3,3 trilioni) di ricavi annui per ottenere un rendimento del 10% su queste spese entro il 2032. Anche il MIT aveva avvertito in precedenza che la gigantesca scommessa sui data center AI può funzionare solo se la produttività cresce abbastanza in fretta.
Bitcoin come valvola di liquidità
Hayes collega il suo avvertimento a un modello noto dei cicli tecnologici passati: prima si costruisce troppo, poi arriva un crollo e alla fine un’operazione di salvataggio. Ha detto che gli investitori che si posizionano per un bailout del genere possono trarne vantaggio, e ha fatto riferimento alle conseguenze della crisi finanziaria del 2008.
Per le crypto vede soprattutto Bitcoin come possibile vincitore. Hayes ha detto che Bitcoin e altre crypto possono assorbire la liquidità in eccesso quando arriva il salvataggio. Si aspetta che il momento in cui il settore verrà davvero messo alla prova arrivi solo tra la fine del 2027 o nel 2028.
Cosa significa per i miner
Il boom dell’AI sta già colpendo una parte del settore del mining di Bitcoin. Diversi ex miner sono passati al computing AI, mentre le aziende con accesso all’energia possono, secondo l’analista BTIG Greg Lewis, ottenere contratti con relativa facilità. Questo ha portato anche a rialzi in Borsa per nomi come Cipher Digital e TeraWulf.
Riot Platforms ha firmato ad agosto un lease da 9,1 miliardi di dollari (€8,1 miliardi) per 20 anni con Anthropic per 191 megawatt in Texas. L’azienda ha anche venduto Bitcoin per finanziare questo spostamento. Le holdings sono scese nel secondo trimestre da 15.680 BTC a 11.380 BTC.
Per chi segue le crypto in Europa, è soprattutto rilevante che Hayes basi la sua visione non solo su Bitcoin in sé, ma sul legame più ampio tra investimenti AI, accumulo di debito e liquidità successiva. Se il settore AI dovesse davvero incontrare problemi di finanziamento, questo potrebbe avere conseguenze anche per le aziende che già oggi stanno sfruttando quella domanda, compresi i miner che hanno ampliato il loro modello di business.