Binance amplia i bStocks dopo 193 milioni di dollari di afflussi
L’exchange aggiunge Alphabet, Coinbase e un token a leva sui semiconduttori come collaterale. I primi afflussi sui bStocks restano solidi, ma sono molto concentrati sul tech.

In breve
- Binance ha aggiunto altri 10 bStocks come collaterale per il margin, tra cui Alphabet, Coinbase e un token a leva sui semiconduttori.
- Nella settimana fino al 1 luglio sono confluiti 193,3 milioni di dollari in bStocks, il 15% in meno rispetto alla settimana precedente.
- La domanda resta molto concentrata: la tecnologia ha pesato per l’83% degli afflussi e i semiconduttori per il 48% delle allocazioni.
Binance ha ampliato ancora l’elenco dei bStocks utilizzabili come margin collateral, aggiungendo 10 nuovi token nel giro di quattro giorni. Tra questi figurano Alphabet (GOOGLB), Coinbase (COINB) e SOXLB, un token collegato a un prodotto a leva tripla sui semiconduttori. L’iniziativa rende il prodotto più versatile, ma conferma anche quanto la domanda sia rimasta finora molto concentrata.
Più collateral per bStocks
Secondo Binance, gli utenti che rispettano i requisiti possono ora usare questi token come garanzia nelle modalità cross margin e unified account. Il prestito non è disponibile e l’accesso resta riservato ai livelli VIP 3 e superiori nelle giurisdizioni approvate. Solo quattro giorni prima, l’exchange aveva già inserito altri 15 bStocks, tra cui NVIDIA (NVDAB), Tesla (TSLAB) e SpaceX (SPCXB), portando il totale a 25 token.
L’espansione si inserisce in un modello che va oltre il semplice trading. I bStocks sono titoli tokenizzati coperti 1 a 1 da una posizione sottostante in azioni americane detenuta presso un custodian regolamentato. Offrono esposizione ai movimenti di prezzo e ai benefici economici come i dividendi, ma non danno diritti di proprietà diretti sulle società. Essendo token BEP-20 su BNB Smart Chain, possono essere scambiati 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e, dal punto di vista tecnico, possono anche essere usati nelle applicazioni DeFi.
Partenza forte, base stretta
Nella prima fase, il prodotto ha registrato un afflusso netto di 193,3 milioni di dollari nella settimana fino al 1 luglio, secondo Binance Research. Si tratta comunque di un dato inferiore del 15% rispetto ai 227,3 milioni di dollari (199 milioni di euro) della settimana precedente. Binance aggiunge inoltre che, dal lancio del 1 giugno, gli utenti hanno acquistato oltre 1 miliardo di dollari (0,9 miliardi di euro) in azioni americane, mentre circa il 73% degli utenti proviene dai mercati emergenti.
La crescita, però, è tutt’altro che distribuita in modo uniforme. Nell’ultima settimana, il comparto tecnologico ha attirato 159 milioni di dollari (139 milioni di euro), pari all’83% degli afflussi netti. Sul totale delle posizioni azionarie, il 71% è concentrato sul tech, con i semiconduttori che da soli rappresentano il 48% delle allocazioni. Inoltre, solo poco più di 700 asset su oltre 7.000 disponibili sono stati effettivamente scambiati, cioè circa il 10% dell’offerta.
Perché conta
Per chi segue il mercato crypto in Europa, questa espansione mostra quanto rapidamente le azioni tokenizzate stiano passando da prodotto di nicchia a componente di strutture più ampie di margin e collateral. Allo stesso tempo, la combinazione di token a leva, accesso limitato e forte esposizione a un solo settore rende evidente che il rischio non riguarda solo i titoli sottostanti, ma anche il modo in cui il prodotto viene utilizzato. Il tema è ancora più rilevante ora che Binance deve confrontarsi con regole MiCA più severe in Europa e con la concorrenza di operatori più grandi nel segmento delle tokenized stocks.