Le riserve di XRP su Binance scendono ai minimi da anni
Binance detiene da novembre molti meno XRP in portafoglio, mentre sui derivati domina ancora il tema dello short covering. La zona intorno a $1,20 resta il prossimo test per il mercato.

In breve
- La Binance Scarcity Index per XRP è salita a 0,77, il livello più alto in oltre due anni.
- Binance detiene da novembre 2024 circa il 20% in meno di XRP, da 3,27 miliardi a circa 2,6 miliardi.
- Il prezzo si muove intorno a $1,13, mentre $1,20 resta la prossima resistenza tecnica da monitorare.
XRP è tornato al centro dell’attenzione dopo che la Scarcity Index di Binance è salita a 0,77, il valore più alto registrato da oltre due anni. Nel frattempo, il token viaggia intorno a $1,13 (€0,99) e la quantità disponibile su Binance continua a diminuire. Per il mercato crypto, questo significa meno offerta pronta alla vendita sulla più grande crypto exchange per XRP, anche se il prossimo movimento dipenderà comunque soprattutto dalla domanda.
Le riserve su Binance si riducono
Secondo l'analista di CryptoQuant ArabxChain, l’indice serve a misurare quanto XRP sia scarso su Binance rispetto ai periodi precedenti. Quando il valore sale, vuol dire che ci sono meno coin disponibili per la vendita e, in genere, la pressione ribassista diretta tende ad alleggerirsi.
I numeri indicano che da novembre 2024 Binance detiene circa il 20% in meno di XRP. Le riserve sono passate da circa 3,27 miliardi di XRP a circa 2,6 miliardi, con una riduzione di circa 650 milioni di coin. Il calo si è fatto più rapido anche nelle ultime settimane, scendendo da circa 2,8 miliardi a maggio fino a 2,6 miliardi all’inizio di luglio.
CryptoQuant considera l’indice un indicatore utile per capire quanta XRP sia effettivamente disponibile su Binance. In altri cicli di mercato, un andamento simile ha spesso preceduto movimenti di prezzo marcati, anche se da solo non basta a indicare la direzione.
Gli short hanno preso il colpo
Il calo della supply coincide con un cambio di passo anche sul mercato dei derivati. I dati di Coinglass mostrano che il funding rate ponderato per l’open interest è rimasto soprattutto positivo a maggio, anche mentre XRP scendeva da sopra $1,45 (€1,27). In quella fase, a pagare il prezzo sono state soprattutto le posizioni long, mentre il ribasso continuava.
A giugno lo scenario si è capovolto. Il funding negativo si è accumulato mentre XRP scivolava verso $1 (€0,88), con i valori più negativi tra il 26 e il 28 giugno. Questo fa pensare che gli short abbiano scommesso in modo aggressivo su un ulteriore ribasso, proprio quando il mercato era già molto sotto pressione. Il recupero verso $1,13 (€0,99) sembra quindi più un effetto di short covering che il risultato di una domanda spot davvero forte.
Resta comunque centrale la soglia tecnica di $1,20 (€1,05). Quel livello ha già bloccato il rimbalzo a metà giugno ed è ora il prossimo banco di prova per i bull. Una chiusura giornaliera sopra questa area aprirebbe spazio verso la fascia tra $1,35 (€1,18) e $1,40 (€1,23), mentre un ritorno sotto $1 (€0,88) rimetterebbe sotto pressione la struttura di recupero.
Perché conta per l'Europa
Per chi segue il mercato crypto in Europa, il punto interessante è soprattutto questo: riserve sugli exchange e posizioni sui derivati possono insieme cambiare il quadro di una grande altcoin. XRP resta uno dei token più osservati dal mercato, quindi i movimenti su Binance vengono letti con attenzione da trader e analisti. Per i prossimi giorni di trading, la combinazione tra riserve in calo e una fascia tecnica stretta intorno a $1,20 (€1,05) rende il quadro ancora più delicato. Binance, tra l’altro, è sotto pressione anche più in generale in Europa, dove di recente l’exchange ha dovuto fare i conti con tensioni con i regolatori MiCA e rivedere la propria strategia europea.