L’hack di Binance spinge gli investitori istituzionali a ritirare crypto dagli exchange
Dopo l’attacco, gli investitori istituzionali stanno spostando gli asset dagli exchange centralizzati, mentre Binance promette misure di recupero e rimborsi. Anche Tether e Circle hanno già congelato fondi collegati.

In breve
- Dopo l’hack di Binance, gli investitori crypto istituzionali stanno ritirando in massa gli asset dagli exchange centralizzati.
- Binance stima che siano stati rubati circa $6,3 miliardi di asset, di cui in seguito circa $3 miliardi sono stati congelati.
- L’hack ha spinto Bitcoin sotto $77.000 ed Ethereum a $2.232,54, mentre la sicurezza degli exchange è tornata al centro dell’attenzione.
Gli investitori crypto istituzionali stanno spostando in massa gli asset fuori da Binance e dagli exchange centralizzati dopo il grande hack. Secondo chi è coinvolto, vogliono riorganizzare i loro book di trading ora che la sicurezza delle piattaforme è di nuovo sotto forte discussione. Binance stima che siano stati rubati asset per circa $6,3 miliardi (€5,7 miliardi), di cui in seguito circa $3 miliardi (€2,7 miliardi) sono stati congelati.
Prelievi dopo l’hack
I prelievi mostrano che le conseguenze dell’attacco vanno oltre Binance, il più grande crypto exchange al mondo. L’entità esatta dell’uscita di fondi e le destinazioni finali non erano ancora subito chiare. È però chiaro che gli operatori istituzionali stanno rivedendo le loro posizioni sulle piattaforme di trading dopo che l’exchange ha temporaneamente sospeso i prelievi.
Binance ha detto in una nota di aver adottato misure di protezione extra dopo una vulnerabilità PHP resa nota di recente e che i passaggi di recupero necessari sono ormai stati completati. L’azienda ha aggiunto che continua a usare più livelli di controlli di sicurezza per intercettare nuove minacce. La co-CEO Yi He aveva detto in precedenza che Binance coprirà tutte le perdite causate dall’hack.
La sicurezza torna al centro
L’hack riporta sotto i riflettori i rischi degli exchange centralizzati. Chi lascia le crypto su una piattaforma di trading non deve fare i conti solo con i rischi di mercato, ma anche con il rischio che l’accesso ai fondi venga temporaneamente interrotto in caso di problema di sicurezza. Questo rende di nuovo sicurezza e trasparenza un tema importante per gli investitori professionali.
L’attacco si inserisce in una serie più ampia di incidenti nel settore. L’azienda di sicurezza CertiK aveva già segnalato $1,28 miliardi (€1,2 miliardi) di perdite nel terzo trimestre del 2026, quasi il 56% in più rispetto al trimestre precedente. Anche gli emittenti di stablecoin Tether e Circle hanno congelato, secondo i dati di mercato, asset collegati all’hack, per un totale di oltre $2,3 miliardi (€2,1 miliardi). In precedenza, un forte deflusso dai wallet di Binance aveva già causato movimenti bruschi sul mercato, con pressione sia su Bitcoin sia su Ethereum.
Il mercato reagisce con forza
Anche il mercato ha sentito subito lo shock. Bitcoin è sceso sotto $77.000 (€69.200) e Ethereum è calato a $2.232,54 (€2.010) dopo la diffusione della notizia dell’hack di Binance. Per chi segue le crypto in Europa, è soprattutto rilevante che incidenti di questo tipo non colpiscano solo un singolo exchange, ma anche la fiducia nell’infrastruttura più ampia del trading crypto.