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Bitcoin ed Ethereum scendono mentre la leva torna a salire

L’open interest su BTC ed ETH sta risalendo, ma i funding rates e il calo dell’offerta di USDe di Ethena indicano una leva meno estrema rispetto al crollo del 10-10.

Bitcoin ed Ethereum scendono mentre la leva torna a salire

In breve

  • Bitcoin è sceso dell’1,7% a circa $84.100 ed Ethereum del 3,5%, mentre in un’ora sono stati liquidati $403,58 milioni (€358 milioni) di posizioni long.
  • L’open interest di Bitcoin è salito questa settimana del 4,0% a 650.480 BTC, mentre Ethereum resta relativamente vicino al livello precedente al 10-10.
  • I funding rates e la quantità di USDe sono molto più bassi rispetto a prima del 10-10, quindi il mercato è meno surriscaldato rispetto al crollo dello scorso anno.

Il mercato crypto ha ricevuto un altro colpo mercoledì. Bitcoin è sceso dell’1,7% a circa $84.100 ed Ethereum è calato del 3,5%, mentre in un’ora sono stati liquidati $403,58 milioni (€358 milioni) di posizioni long. Questo ha subito fatto nascere la domanda se il mercato stia di nuovo andando verso una situazione come quella del 10-10, ma i dati mostrano anche differenze nette rispetto al crollo dello scorso anno.

La leva è tornata

Il confronto con il 10-10 riguarda soprattutto i derivati. Allora il rally era alimentato dal denaro preso in prestito e quasi $17 miliardi (€15,1 miliardi) di long sono stati liquidati. Ora questa leva si sta ricostruendo, ma non ancora nello stesso modo.

L’open interest di Bitcoin, cioè il valore delle posizioni futures aperte, è salito questa settimana del 4,0% a 650.480 BTC, secondo i dati di CoinGlass. Prima del 10-10, in cinque giorni era salito del 4,1%. Anche in termini relativi il mercato è di nuovo più carico: l’open interest di BTC è al 3,2% della capitalizzazione di mercato, contro il 3,7% subito prima del crollo. Per Ethereum questa quota è al 10,4%, vicino all’11,3% di allora.

In dollari il calo sembra più forte che in coin. Dal 10 ottobre 2025, l’open interest di BTC è sceso del 38,6% in dollari, ma solo del 12,7% in BTC. Questo dipende soprattutto dal fatto che il prezzo di Bitcoin è più basso. In pratica, significa che il mercato porta di nuovo quasi la stessa quantità di leva rispetto alla sua dimensione di prima del 10-10.

Long meno costosi

C’è però una differenza importante. I costi per mantenere questa leva sono molto più bassi rispetto allo scorso anno. I funding rates mostrano quanto è affollato il lato long, e oggi questi pagamenti sono molto meno estremi rispetto a prima del 10-10.

Prima di quel crollo, i funding di BTC ed ETH su Binance e Bybit sono stati sopra l’8% su base annua in 18 dei 32 giorni di borsa. Questa settimana è successo solo una volta in 28 giorni, e per tre volte il funding è stato persino negativo. Anche Deribit mostra lo stesso quadro, con un funding giornaliero di BTC del 26,9% prima del 10-10 contro il 7,1% di questa settimana.

A questo si aggiunge che una fonte importante di leva extra si è prosciugata. L’USDe di Ethena, un token in dollari sostenuto da posizioni derivate coperte, è sceso del 66% a $4,99 miliardi (€4,4 miliardi), secondo CoinGecko. Questo si inserisce nel più ampio ridimensionamento della leva da ottobre.

Perché conta

Per gli investitori crypto europei questo è importante soprattutto perché il mercato resta vulnerabile a liquidazioni rapide, ma non ogni perdita deve per forza trasformarsi subito in una reazione a catena. Inoltre, il recente aumento dei tassi della Federal Reserve al 3,75% - 4,00% e i rendimenti più alti dei titoli di Stato americani rendono gli investimenti rischiosi meno scontati. Questo può influenzare la domanda di crypto, anche se per ora non emerge ancora un pattern preciso.

Conta anche il contesto più ampio del mercato: Bitcoin di recente è rimasto indietro rispetto ai nuovi record di Wall Street, e questo mostra che la moneta non si muove automaticamente insieme al rally più forte delle azioni. Il recente calo mostra quindi soprattutto che il mercato ha ancora molta leva, ma è meno surriscaldato rispetto al 10-10. Finché i funding restano bassi e l’open interest non accelera ancora, una nuova svendita di massa sembra meno probabile di allora.


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