Bitcoin scende a $62.300 tra il calo dei titoli tech e le liquidazioni crypto
La svendita sui titoli tecnologici ha spinto ancora più giù Bitcoin ed Ether, mentre le liquidazioni hanno accelerato il ribasso. Anche derivati e opzioni indicano prudenza ancora alta.

In breve
- Bitcoin è sceso martedì a $62.300, mentre Ether ha perso oltre il 4% fino a $1.650.
- Il ribasso è arrivato dopo il calo dei titoli tecnologici, $717 milioni di liquidazioni e un Dollar Index in rialzo.
- Derivati, volatilità e opzioni mostrano ancora pressione di vendita e prudenza nel mercato crypto.
Il mercato crypto ha vissuto martedì un forte ribasso, con Bitcoin sceso a $62.300 (€54.400), pari a un calo del 2,5% da mezzanotte UTC. Ether (ETH) ha perso ancora di più, oltre il 4%, scendendo a $1.650 (€1.440). Questo movimento al ribasso segue un calo dei titoli tecnologici, con i futures del Nasdaq 100 in ribasso del 2,5% da mezzanotte.
Impatto dei titoli tecnologici e delle liquidazioni
Secondo lo strategist di mercato Patrick Munnelly, il calo dei titoli tecnologici è stato causato da prese di profitto e dal timore di rendimenti obbligazionari più alti. Questo sentiment si è riversato sul mercato crypto, dove le altcoin hanno sofferto ancora più di Bitcoin ed Ether. Token come Ethena (ENA) e Hype (HYPE) hanno perso tra il 5% e il 6%. Inoltre, liquidazioni per un valore di $717 milioni (€626 milioni) hanno aggiunto ulteriore pressione e hanno rafforzato il movimento ribassista.
Il Dollar Index (DXY) è salito a 101,15, il livello più alto da oltre un anno, e anche questo può aver pesato sul mercato. Questa combinazione di fattori indica una maggiore avversione al rischio tra gli investitori. Il quadro più ampio è coerente con un Bitcoin sotto pressione anche per via di un dollaro più forte e di una minore propensione al rischio, come spiegato in questa analisi di mercato.
Derivati e posizionamento di mercato
Sul fronte dei derivati, ha colpito soprattutto l’aumento del 10% dell’open interest (OI) sui perpetual futures di SpaceX, nonostante un calo del prezzo del 15%. Questo segnala un aumento delle posizioni short e conferma il trend ribassista. I futures di SpaceX sono ormai i sesti più grandi al mondo, davanti ad alcune monete note come ZEC, ma dietro Bitcoin, Ether e XRP.
Anche i futures su XRP hanno visto salire l’open interest fino a 2,38 miliardi di token, il livello più alto in otto mesi. Il tutto è avvenuto insieme a un calo del prezzo di quasi il 2% questa settimana e conferma anche qui il trend ribassista. La delta cumulativa negativa del volume (CVD) indica che i venditori short stanno dominando il mercato.
I futures su Bitcoin hanno visto un lieve calo dell’open interest, da 742.000 a 720.000 BTC, dopo un picco raggiunto all’inizio del mese. I futures su Ether sono risaliti leggermente dal minimo di cinque settimane a 14,13 milioni di ETH, ma restano sotto il recente massimo di quasi 16 milioni.
Nel complesso, i venditori dominano sulla maggior parte delle prime 25 monete, come mostrano i valori negativi di CVD a 24 ore corretti per l’OI.
Volatilità e sentiment sulle opzioni
L’indice di volatilità implicita di Bitcoin (BVIV) è salito dal 40%, segnalando una domanda più alta di opzioni e, di solito, un legame con trend ribassisti. Ether mostra uno schema simile con il suo indice di volatilità (EVIV).
Nel mercato delle opzioni, ci sono soprattutto posizioni long call verso la scadenza trimestrale, ma queste sono sotto pressione per via dei cali di prezzo. Le put option, che puntano sui ribassi, sono invece in guadagno. Lo skew put-call mostra che gli investitori continuano a pagare per protezione al ribasso, segno di prudenza ancora alta.
Performance da tenere d'occhio e sentiment di mercato
Le privacy coin come Dash (DASH) e Monero (XMR) hanno mostrato performance relativamente forti con perdite minime, mentre Zcash (ZEC) è scesa del 4,2%, anche per via di un recente exploit legato all'AI.
I token legati all'AI come FET, RENDER e TAO sono scesi anch'essi tra il 3% e il 5%, riflettendo il sentiment negativo su tecnologia e crypto.
L’indice medio di forza relativa (RSI) del crypto è attualmente intorno a 39,05, il che indica condizioni di ipervenduto e potrebbe lasciare spazio a un rimbalzo o a una ripresa temporanea.
Perché conta per gli investitori europei
Questi sviluppi possono essere rilevanti per gli investitori crypto europei perché l’avversione globale al rischio e le aspettative di tassi più alti influenzano anche i mercati europei. La volatilità più alta e le liquidazioni sottolineano quanto sia importante muoversi con cautela e monitorare le posizioni sui derivati, soprattutto in un mercato in cui titoli tecnologici e crypto sono strettamente collegati.