Finst

I futures su Bitcoin perdono slancio mentre dominano gli short

L’open interest sui futures su Bitcoin scende a un minimo annuale, mentre i tassi di funding negativi indicano una domanda ancora forte di posizioni short. Tassi americani più alti e un dollaro più forte mettono ulteriore pressione sul mercato.

I futures su Bitcoin perdono slancio mentre dominano gli short

In breve

  • L’open interest nei futures su Bitcoin è sceso a 652.000 BTC, uno dei livelli più bassi dell’anno.
  • I perpetual funding rates sono di nuovo negativi, segno di una forte domanda di posizioni short.
  • Tassi più alti, un dollaro più forte e una tensione più ampia sui mercati stanno frenando la domanda di Bitcoin.

Il capitale sta uscendo dal mercato dei futures su Bitcoin, mentre i trader ancora attivi sembrano disposti a pagare pur di restare short. Lo mostra la combinazione tra open interest in calo e perpetual funding rates tornati negativi.

Meno leva nel mercato

L’open interest, cioè il numero di posizioni futures aperte, era a 652.000 BTC, uno dei livelli più bassi dell’anno. All’inizio dell’anno era ancora intorno a 800.000 BTC. Il calo mostra che i trader fanno meno ricorso alla leva, nonostante Bitcoin nel terzo trimestre sia salito di circa il 40%.

Anche i funding rates sono tornati negativi e oscillano in media intorno a meno 0,3% sulle principali exchange. Questo significa che i venditori allo scoperto sono più aggressivi nel mantenere la loro posizione e sono disposti a pagare i long per tenere aperta questa scommessa ribassista. In pratica, indica un mercato in cui la fiducia in ulteriori rialzi per ora resta debole.

Bitcoin reagisce a una tensione più ampia sui mercati

Il cambiamento arriva dopo che Bitcoin è sceso del 2% in 24 ore a $82.800 (€72.600), dopo che il presidente Donald Trump ha rifiutato di escludere ulteriori attacchi all’Iran prima delle elezioni di medio termine americane. Quella tensione geopolitica aveva già pesato prima su Bitcoin e sui futures del Nasdaq. Eppure Bitcoin resta ancora oltre $20.000 (€17.500) sopra il minimo estivo del ciclo e continua a essere l’asset con la migliore performance del terzo trimestre.

Non è solo Bitcoin a essere sotto pressione. Nello stesso periodo l’oro è sceso del 3% a circa $4.150 (€3.640) per oncia. Il rapporto tra Bitcoin e oro si sta avvicinando a 20, il che suggerisce che quest’anno Bitcoin è quasi tornato in territorio positivo rispetto all’oro.

Tassi più alti pesano sulla domanda

Allo stesso tempo il dollaro sta salendo. L’indice DXY è salito sopra 101, mentre i Treasury yields americani continuano a crescere. Il rendimento a 10 anni è sopra il 5,2% e quello a 30 anni sopra il 5,51%. Questo è rilevante per gli investitori crypto, perché tassi più alti rendono più attraenti gli investimenti che pagano interessi rispetto a Bitcoin e oro, che di per sé non generano reddito.

La tendenza nel 2026 mostra inoltre che il mercato dei futures si sta raffreddando da più tempo. L’open interest nei futures su Bitcoin era già sceso bruscamente all’inizio di quest’anno, con un calo del 13,5% tra il 3 e l’11 settembre. Sul mercato CME, l’open interest è sceso sotto gli $8 miliardi (€7 miliardi) a marzo e all’inizio di aprile persino a $7,2 miliardi (€6,3 miliardi), il livello più basso da febbraio 2024.


Avvertenza: Questo contenuto ha esclusivamente scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria, di investimento, legale o fiscale. Le informazioni fornite possono essere incomplete, inesatte o non aggiornate e non devono essere considerate come riferimento decisionale. Nulla su questo sito web deve essere considerato una raccomandazione ad acquistare, vendere o detenere criptovalute. Investire in cripto-asset comporta rischio di perdita.