Bitmine compra 14 milioni di dollari in ETH dopo il rinvio del CLARITY Act
Bitmine continua ad accumulare ETH e ora possiede oltre 5,8 milioni di ether, mentre allo stesso tempo riacquista azioni. Il rinvio del CLARITY Act rimette in pausa, ancora una volta, la normativa crypto negli Stati Uniti.

In breve
- La scorsa settimana Bitmine ha acquistato 7.391 ETH per circa 14,2 milioni di dollari e ha portato il totale in portafoglio a oltre 5,8 milioni di ether.
- Si tratta del suo acquisto settimanale più contenuto da mesi, mentre una quota crescente di capitale viene destinata al riacquisto di azioni.
- Thomas Lee ha richiamato l’attenzione su dati macro più deboli e ha spiegato che il CLARITY Act non è arrivato al voto del Senato prima della pausa estiva.
Bitmine Immersion ha aggiunto nuovo ETH al proprio bilancio la scorsa settimana, consolidando il suo ruolo di maggiore azienda treasury di Ethereum. La società ha comprato 7.391 ether, per un controvalore di circa 14,2 milioni di dollari (12,3 milioni di euro), a un prezzo medio di circa 1.915 dollari (1.660 euro) per token. Con questo acquisto, le riserve hanno superato quota 5,8 milioni di ETH, pari a circa il 4,8% dell’offerta totale di Ethereum.
Il più piccolo acquisto in mesi
L’operazione della scorsa settimana porta a 58 il numero di settimane consecutive in cui Bitmine ha continuato ad accumulare, ma segna anche il suo acquisto settimanale più ridotto dell’anno. A inizio 2025, infatti, la società arrivava ancora a comprare oltre 100.000 ETH a settimana, un ritmo che oggi appare decisamente più lento.
Il presidente Thomas Lee aveva già spiegato in precedenza che Bitmine avrebbe rallentato man mano che si fosse avvicinata all’obiettivo di detenere il 5% dell’offerta di ether. Al tempo stesso, l’azienda sta indirizzando più capitale verso il riacquisto di azioni. La scorsa settimana Bitmine ha comprato altri 3 milioni di azioni proprie, per un valore stimato tra circa 50 milioni di dollari (43,3 milioni di euro) e 58 milioni di dollari (50,3 milioni di euro), in base al range di prezzo di quel periodo. Da luglio, il totale dei riacquisti è salito a 19,1 milioni di azioni.
Più di solo ETH
Bitmine non ha in portafoglio soltanto ETH. La società detiene anche 209 BTC e 104 milioni di dollari (90,2 milioni di euro) tra contanti e titoli negoziabili. Questo la rende uno dei veicoli quotati più seguiti per chi cerca esposizione alle crypto negli Stati Uniti, con un bilancio che va ben oltre Ethereum. La strategia più ampia si riflette anche nel modo in cui Bitmine prova a valorizzare la sua posizione in Ethereum attraverso lo staking.
Stando agli ultimi dati aziendali, al 20 luglio Bitmine deteneva circa 5.777.468 ETH, per un valore di circa 10,8 miliardi di dollari (9,4 miliardi di euro). La società, fondata nel 2019 e con sede a Las Vegas, figura quindi tra i maggiori detentori corporate di Ethereum al mondo. Anche i volumi di scambio del titolo restano molto elevati: in media, secondo gli stessi dati, passano di mano circa 2,8 miliardi di dollari (2,4 miliardi di euro) al giorno, rendendolo uno dei titoli più liquidi del mercato azionario statunitense.
Lee guarda a macro e normativa
Nelle sue osservazioni, Lee ha messo soprattutto l’accento sul quadro macroeconomico più ampio, nonostante il nuovo stop alla normativa crypto negli Stati Uniti. Il CLARITY Act non è arrivato al voto del Senato prima della pausa estiva. Secondo Lee, oggi i mercati stanno guardando più ai segnali di rallentamento su inflazione e lavoro che a questo rinvio politico.
Ha inoltre detto che la probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre è scesa al 40%, rispetto al 75% di due settimane fa. Per il mercato crypto, questo dato conta perché condizioni finanziarie più morbide vengono spesso lette come un contesto più favorevole per gli asset più rischiosi, anche se molto dipenderà comunque dall’andamento dei tassi e dalle decisioni che arriveranno da Washington.