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Bitwise vede 4 vincitori dopo il fallimento del CLARITY Act

Secondo Bitwise, le decisioni della SEC dopo il naufragio del CLARITY Act hanno accelerato la chiarezza per stablecoin, exchange e tokenizzazione, con Coinbase, Securitize e NEAR tra i possibili vincitori.

Bitwise vede 4 vincitori dopo il fallimento del CLARITY Act

In breve

  • Matt Hougan definisce stablecoin, crypto exchange, piattaforme di tokenizzazione e buyback token i quattro vincitori del fallimento del CLARITY Act.
  • Il Senato ha bocciato il CLARITY Act il 15 settembre, dopo di che i regolatori hanno dato più rapidamente chiarezza su stablecoin, azioni tokenizzate e buyback token.
  • Hougan vede Coinbase, Securitize e NEAR Protocol come esempi di soggetti che beneficiano della nuova direzione regolatoria.

Il top manager di Bitwise Matt Hougan definisce stablecoin, crypto exchange, piattaforme di tokenizzazione e buyback token i quattro vincitori del fallimento del CLARITY Act negli Stati Uniti. Secondo lui, alla fine il mercato crypto ne è uscito meglio dal fatto che la legge si sia arenata al Senato, perché dopo i regolatori hanno iniziato ad agire più in fretta di quanto avrebbe fatto il disegno di legge stesso.

Stablecoin ed exchange ne beneficiano

Il CLARITY Act non ha ottenuto la maggioranza al Senato il 15 settembre. Il voto si è chiuso con 49 contro 50, mentre servivano 60 voti per andare avanti. La proposta avrebbe vietato alle piattaforme di distribuire rendimenti sulle stablecoin, con multe fino a 5 milioni di dollari (€4,4 milioni) per violazione. Senza quella legge, resta in vigore il GENIUS Act del 2025, che vieta solo agli emittenti di pagare interessi.

Hougan vede Coinbase come un vincitore evidente, perché usa i premi in stablecoin per attirare clienti. Anche per gli exchange la posizione resta forte, secondo lui. La legge avrebbe potuto introdurre una licenza spot nazionale, rendendo più facile l’ingresso dei grandi operatori della finanza tradizionale. Ora Coinbase e Kraken continuano a fare affidamento sulla loro rete di licenze statali. Inoltre, la legge avrebbe limitato la combinazione di servizi da exchange e da broker, un modello importante per molte aziende crypto.

La tokenizzazione riceve una risposta più rapida

Anche sul fronte della tokenizzazione Hougan vede un vantaggio. Due giorni dopo il voto, la Securities and Exchange Commission ha concesso una esenzione di cinque anni per le azioni statunitensi tokenizzate. Il CLARITY Act avrebbe solo incaricato il regolatore di studiare i tokenized securities, cosa che secondo Hougan avrebbe potuto richiedere anni. Cita Securitize, il transfer agent dietro il fondo BUIDL di BlackRock, come il principale soggetto che può beneficiarne.

La linea generale è che ora i regolatori stanno dando più rapidamente chiarezza sulle nuove componenti crypto. Questo può essere rilevante per i lettori europei, perché le regole su tokenizzazione e stablecoin vengono sempre più spesso definite dai regolatori invece che da un’unica grande legge. Negli Stati Uniti, questo sviluppo aveva già preso slancio quando la SEC ha aperto la porta alle azioni tokenizzate su blockchain.

I buyback token hanno più spazio

Un terzo punto è la recente linea guida della SEC del 25 settembre. Lì si dice che un annuncio di buyback su una rete funzionale, di per sé, non costituisce un contratto di investimento. Hougan la cita come un buon esempio del perché, secondo lui, il fallimento del CLARITY Act abbia comunque avuto un effetto positivo: la crypto ha ottenuto certezza di lungo periodo, ma ha anche ricevuto più rapidamente regole praticabili.

A questo proposito cita NEAR Protocol, uno dei buyback token che menziona. Dalla votazione, il token NEAR è salito del 126,62%. Nello stesso periodo Bitcoin è salito del 10,39% ed Ethereum del 6,86%. Hougan avverte però che questo rialzo si basa soprattutto sulle decisioni dei regolatori, e che un nuovo governo o un nuovo Congresso potrebbe in seguito cambiare di nuovo rotta.


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