La banca centrale brasiliana frena i grandi trasferimenti crypto
Le nuove regole anti-frode puntano soprattutto su stablecoin e wallet self-custody: le exchange dovranno valutare e documentare i trasferimenti a rischio, con la possibilità di sbloccarli prima.

In breve
- La banca centrale brasiliana impone alle exchange crypto di trattenere fino a 24 ore alcuni trasferimenti verso piattaforme estere e wallet self-custody.
- I trasferimenti sopra l’equivalente di 10.000 dollari finiscono automaticamente nel periodo di attesa; anche le operazioni più piccole possono essere bloccate se il rischio viene giudicato più alto.
- Le nuove regole dovrebbero entrare in vigore il 1 gennaio 2027 e attribuiscono alle exchange più responsabilità nella valutazione del rischio e nella documentazione.
La banca centrale brasiliana imporrà alle exchange crypto di mettere in pausa, fino a 24 ore, alcuni trasferimenti dei clienti verso piattaforme estere e wallet self-custody. La misura rientra nel nuovo pacchetto anti-frode e, secondo quanto comunicato, dovrebbe partire il 1 gennaio 2027.
Nuovo blocco per i trasferimenti
La norma scatta quando un cliente versa reais brasiliani o crypto su una exchange e poi sposta i fondi all’estero oppure verso un wallet gestito in autonomia. Tutti i trasferimenti che superano l’equivalente di $10,000 (€8,670) entrano automaticamente nel periodo di attesa obbligatorio, anche nel caso in cui la soglia venga raggiunta sommando più operazioni nella stessa giornata.
Anche importi inferiori possono essere trattenuti se la exchange li considera a rischio. Secondo la banca centrale, infatti, le criptovalute, incluse le stablecoin, vengono spesso usate per far uscire rapidamente i proventi di frodi finanziarie, prima che vittime o istituzioni riescano a intervenire.
La misura è stata formalizzata nella Resolution BCB No. 584/2026, pubblicata il 7 agosto. Le exchange possono comunque sbloccare un trasferimento in anticipo se la loro analisi del rischio non evidenzia segnali di abuso, ma devono registrare la decisione e avvisare i clienti quando una transazione viene trattenuta.
Più pressione sulle exchange
Le nuove regole spostano più responsabilità sulle exchange, che dovranno valutare il rischio in base al cliente, alla transazione, alla controparte e al paese di destinazione. Il provvedimento si inserisce nella strategia più ampia del Brasile, che punta a integrare crypto e soprattutto stablecoin nel perimetro finanziario tradizionale, riducendo al tempo stesso gli abusi.
Già ad aprile 2026 la banca centrale aveva vietato l’uso delle crypto, comprese le stablecoin, per i trasferimenti internazionali all’interno del sistema eFX regolamentato. In quell’occasione aveva anche stabilito che le operazioni tra fornitori eFX e controparti estere dovessero passare dai canali valutari tradizionali oppure tramite conti in reais intestati a non residenti.
Per chi segue il mercato crypto in Europa, il messaggio è chiaro: i regolatori stanno accelerando nel riportare sotto controllo i flussi di stablecoin e i trasferimenti self-custody. Per le exchange con clientela internazionale, norme di questo tipo possono pesare parecchio, perché i requisiti di compliance su origine, destinazione e controparte diventano sempre più stringenti. Un’impostazione simile si vede anche altrove: in Sudafrica sono state avanzate proposte per far passare i trasferimenti crypto transfrontalieri attraverso operatori autorizzati. Secondo Regina Pedroso, presidente del gruppo brasiliano di tokenizzazione Abtoken, questo potrebbe tradursi in costi più alti per gli utenti legittimi e in una pressione crescente sulla competitività delle exchange locali.