La Clarity Act mette sotto pressione le community bank con i reward sugli stablecoin
Le community bank temono che i reward sugli stablecoin attirino via i depositi e colpiscano il credito locale. Il dibattito sulla Clarity Act e sulla GENIUS Act ruota attorno al confine tra reward e interesse.

In breve
- Un community banker americano avverte che la Clarity Act potrebbe penalizzare le piccole banche se i reward sugli stablecoin non vengono limitati in modo più severo.
- Nate Franzén sostiene che i reward possono spostare i depositi dalle banche locali e colpire così il credito nelle piccole comunità.
- Secondo Franzén, la legge lascia troppo spazio a strutture tramite exchange e wallet che assomigliano a interessi.
Un community banker americano avverte che la Clarity Act potrebbe mettere in svantaggio le piccole banche se i reward sugli stablecoin non vengono limitati in modo più severo. Secondo Nate Franzén, banker nel South Dakota, questi reward possono attirare via i depositi dalle banche locali e colpire così il credito nelle piccole comunità. Riconosce che gli stablecoin possono rendere i pagamenti più veloci e più internazionali, ma ritiene che la legge lasci ora troppo spazio a strutture che assomigliano a interessi.
Perché il settore bancario si oppone
Franzén risponde a un editoriale di Summer Mersinger della Blockchain Association. Secondo lui, lei ha sostenuto che le preoccupazioni sulla fuga dei depositi siano alimentate soprattutto dalle grandi banche e siano state inserite troppo tardi nel processo legislativo. Franzén definisce questa visione sbagliata e dice che le piccole banche avvertono delle conseguenze già da più di un anno.
Il suo punto centrale è semplice: se un cliente toglie denaro da un conto bancario e lo mette in uno stablecoin, quel denaro resta nel sistema finanziario, ma non più presso la banca locale. L’emittente dello stablecoin mantiene riserve, spesso in dollari o in Treasury a breve termine, ma secondo lui la banca perde fondi per i prestiti locali. In uno stato come il South Dakota, dove le community bank sono strettamente legate ad agricoltura, allevamento e piccole imprese, questo può farsi sentire direttamente, secondo lui.
Franzén cita dati che mostrerebbero che le banche più piccole dello stato detengono insieme circa $47 miliardi (€40,3 miliardi) di depositi. L’American Bankers Association stima, secondo lui, che fino a $4,7 miliardi (€4 miliardi) di questi possano spostarsi verso gli stablecoin se non arrivano guardrail chiari. Questo potrebbe ridurre la capacità di prestito nel South Dakota fino a $3,7 miliardi (€3,2 miliardi).
Reward e campo di gioco
La discussione non riguarda solo gli stablecoin in sé, ma soprattutto la struttura dei reward. La GENIUS Act vieta agli emittenti di stablecoin di pagare interessi, ma secondo Franzén la Clarity Act lascia ancora spazio a exchange e fornitori di wallet per offrire qualcosa di simile tramite reward. Questo è rilevante, perché la GENIUS Act dal luglio 2025 è stata pensata proprio per evitare che gli stablecoin competano direttamente con i depositi bancari.
Questa legge prevede anche che gli emittenti mantengano una copertura di riserva al 100% con attività liquide, come dollari o Treasury a breve termine, e che pubblichino controlli mensili. Questo dovrebbe proteggere i consumatori e aumentare la stabilità degli stablecoin. Ma secondo Franzén questo non cambia il problema per le community bank se i reward, tramite terze parti, finiscono comunque per assomigliare a interessi.
Lui definisce il campo di gioco ingiusto se i prodotti stablecoin possono trasferire rendimento senza svolgere la stessa funzione di credito delle banche. Le banche trasformano i depositi in mutui, prestiti agricoli e capitale circolante. Gli emittenti di stablecoin, secondo lui, possono semplicemente detenere Treasury. Per questo, dice, rischia di esserci meno credito per le economie locali.
Perché questo conta in Europa
Per chi segue le crypto in Europa, questo è soprattutto rilevante perché mostra quanto in fretta le regole sugli stablecoin possano spostarsi dall’innovazione alla struttura di mercato. Anche fuori dagli USA vale la stessa domanda: quando un programma di reward su un wallet o su un exchange diventa di fatto un’alternativa a un conto bancario? Discussioni del genere possono influenzare in seguito anche il modo in cui i regolatori in Europa guardano agli stablecoin e ai prodotti di pagamento.
Il dibattito americano, inoltre, va oltre una sola proposta di legge. Nel confronto sul stablecoin-yield, banche e aziende crypto si scontrano da tempo sulla domanda se i reward sugli stablecoin possano attirare via i depositi.