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Le crypto exchange puntano sui perps per i mercati di Wall Street

CoinGecko stima già per il 2026 $1.32 bilioni di scambi in stock perps e derivati sugli indici. Anche Coinbase, Binance e Hyperliquid stanno intercettando la domanda di esposizione 24/7.

Le crypto exchange puntano sui perps per i mercati di Wall Street

In breve

  • Nei primi cinque mesi del 2026 le crypto exchange hanno già scambiato $1.32 bilioni in perpetual futures legati ad asset tradizionali.
  • I perps permettono di fare trading 24/7 su azioni, indici e materie prime, senza possedere il sottostante né avere diritto di voto, dividendi o vincoli di orario di borsa.
  • In Europa il confine tra crypto e mercati tradizionali si sta assottigliando, mentre piattaforme come Coinbase e Binance allargano la loro offerta.

Le crypto exchange stanno usando sempre di più i perpetual futures per dare accesso ad azioni, indici e materie prime. Il flusso, rispetto a due anni fa, si è praticamente ribaltato: allora era soprattutto Wall Street a spingere verso le crypto. Secondo CoinGecko, nei primi cinque mesi del 2026 il settore ha già movimentato $1.32 bilioni (€1.1 bilioni) in perps legati ad asset tradizionali, contro i $104.21 miliardi (€90.7 miliardi) dell’intero 2025.

Dalle crypto a Wall Street

I perpetual futures, o perps, sono derivati senza scadenza. Nel mondo crypto hanno preso piede perché consentono di mantenere una posizione aperta in modo continuo, senza dover rinnovare i contratti. Ora questa struttura sta attirando interesse anche sui mercati tradizionali. Nel settore crypto, i perps sono già dal 2016 uno strumento centrale per il trading, dopo il lancio su larga scala da parte di BitMEX.

La crescita emerge con forza dai volumi. CoinGecko ha rilevato che il trading mensile è passato da $230 milioni (€200 milioni) a gennaio 2025 a $347.17 miliardi (€302 miliardi) a maggio 2026. Tra gennaio 2025 e maggio 2026, le crypto exchange hanno listato circa 360 asset tradizionali tramite spot e perps, con questi ultimi nettamente in primo piano.

Bitget sostiene che questo cambiamento si rifletta chiaramente anche nel proprio mix di ricavi. La CEO Gracy Chen ha spiegato che un anno fa l’azienda non offriva ancora un prodotto perpetual sulle azioni e che il 100 per cento del volume arrivava dalle crypto, mentre oggi circa il 28 per cento del volume totale di trading proviene dal business sulle azioni, soprattutto dagli stock perps.

Perché i perps stanno prendendo piede

Il loro appeal non sta nella proprietà del titolo, ma nell’esposizione al prezzo. Gli stock perps, in genere, non danno diritto di voto, dividendi o la protezione che si avrebbe acquistando tramite un broker regolamentato. In compenso offrono trading 24/7 e la possibilità di reagire subito ai movimenti di mercato, senza aspettare l’apertura della borsa.

Per i desk di trading internazionali, secondo gli operatori, il vantaggio principale è ridurre l’attrito operativo. Gli investitori istituzionali hanno spesso già accesso a broker e desk OTC, ma i perps semplificano la copertura o la modifica delle posizioni fuori dagli orari di trading degli Stati Uniti. Per gli investitori retail fuori dagli USA, invece, possono rappresentare un accesso diretto a nomi come Tesla o all’S&P 500, soprattutto nei mercati in cui dominano pochi titoli locali.

I primi contratti ufficiali onchain di perpetual futures sull’S&P 500 mostrano quanto questo trend sia già avanzato. S&P Dow Jones Indices ha concesso in licenza il benchmark S&P 500 a Trade XYZ, una piattaforma sulla blockchain Hyperliquid, consentendo agli utenti non statunitensi di negoziare l’indice americano 24/7.

Cosa significa per l’Europa

Per chi segue le crypto in Europa, questa tendenza conferma che il confine tra asset digitali e mercati tradizionali si sta facendo sempre più sottile. Coinbase sta già preparando nel Regno Unito un’offerta che unisce azioni, derivati e crypto, dopo l’approvazione della Financial Conduct Authority nell’ambito di regole basate su MiFID. È parte di un movimento più ampio, in cui le piattaforme regolamentate cercano di riunire più mercati sotto un unico account.

Anche Binance si sta muovendo in questa direzione, tra le altre cose consentendo ad alcuni clienti facoltosi di usare posizioni in azioni tokenizzate come collaterale per altri trade. Allo stesso tempo, l’adozione istituzionale delle venue decentralizzate resta limitata, anche per i timori legati a custody, clearing e sicurezza degli smart contract. Per questo la prossima fase del mercato non riguarda solo i prodotti, ma anche licenze, infrastruttura e fiducia.

Lo sviluppo si inserisce nel più ampio cambiamento in corso sulle borse, dove le crypto exchange si espandono con azioni e materie prime per trattenere il capitale sta diventando sempre più spesso la strategia per tenere stretti utenti e liquidità.


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