Ethereum e Solana attirano più staker nonostante i rendimenti più bassi
Più ETH e SOL vengono bloccati, mentre i rendimenti scendono a causa di una base di staking più ampia e di minori entrate da fee e MEV. Per le istituzioni, la liquidità resta un ostacolo importante.

In breve
- Ethereum e Solana vedono più token messi in staking, nonostante il calo dei rendimenti di staking su entrambe le reti.
- Su Ethereum sono bloccati 43,8 milioni di ETH; su Solana lo stake attivo è salito a 440,5 milioni di SOL.
- Gli investitori istituzionali continuano a considerare la liquidità fondamentale, rendendo più attraenti il liquid staking e i custodian.
Gli investitori crypto stanno bloccando sempre più token per proteggere le blockchain, anche se le ricompense stanno diminuendo. Su Ethereum e Solana la quantità di token messi in staking continua a crescere, mentre i rendimenti sono sotto pressione per via di una base di staking più ampia e di minori entrate da fee e MEV. Di conseguenza, lo staking sta diventando sempre più una parte standard del possesso di crypto, ma allo stesso tempo l’economia che ci sta dietro è sotto pressione.
Più ETH e SOL bloccati
Ethereum ha ora più stake che in qualsiasi altro momento della sua storia, ha detto Kam Benbrik, responsabile della ricerca onchain di Bitwise. Secondo lui sono bloccati 43,8 milioni di ETH, pari al 35,9% dell’offerta totale. Anche su Solana lo stake attivo è salito a 440,5 milioni di SOL, secondo il report sullo staking di Bitwise del Q4.
Eppure il rendimento lordo annuo dello staking è sceso su entrambe le reti. Per Ethereum la media nel Q3 è stata del 2,63%, contro il 2,81% del Q2. Su Solana il rendimento lordo è sceso a circa il 6%, dal 6,38% del secondo trimestre. Su Ethereum, oltre alla base di staking più ampia, hanno pesato anche entrate da fee più deboli e ricavi MEV più bassi.
Perché gli investitori continuano a fare staking
Secondo Payward, la società controllata da Kraken, lo staking è spesso ancora più popolare nei mercati deboli, perché gli investitori tendono a tenere più stretti i propri token. Nei mercati rialzisti il quadro può ribaltarsi, perché più persone vogliono mantenere liquidità e le commissioni di transazione a volte sostengono le ricompense. Il punto centrale, secondo il settore, è che molti investitori vedono lo staking come un livello extra sopra una posizione che avrebbero comunque in portafoglio.
Negli ultimi tempi, questa accessibilità è aumentata. Coinbase ha citato gli ETF con staking e i digital treasury come modi con cui più investitori retail e istituzionali possono accedere. Anche il fatto che Ethereum venga messo in staking su larga scala da più tempo aiuta, secondo gli operatori di mercato, ad abbassare la barriera d’ingresso. La Ethereum Foundation ha inoltre messo in staking 70.000 ETH all’inizio di quest’anno, un segnale che anche i grandi player considerano lo staking sempre più normale. Anche tra le istituzioni, lo staking di Ethereum sta diventando sempre più spesso una voce fissa a bilancio, come mostra il passaggio alle voci di bilancio per le istituzioni.
La liquidità resta un freno
Per gli operatori istituzionali, la liquidità resta un tema importante. Kean Gilbert della Lido Ecosystem Foundation ha detto che i fondi spesso non possono bloccare tutto, perché l’unstaking di ETH può richiedere settimane mentre i pagamenti ai clienti devono arrivare più in fretta. Ha stimato che un prodotto europeo medio metta in staking solo il 50% o il 60% della posizione.
Questo rende lo staking meno semplice di quanto sembri a prima vista. Prodotti con liquid staking, come stETH, o soluzioni tramite custodian possono aiutare a mantenere l’accesso al capitale. Allo stesso tempo, il dibattito mostra che una partecipazione più alta non significa automaticamente che gli investitori vogliano restare bloccati senza limiti in processi di prelievo più lunghi.