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IBM, Oracle e Intel si sfilano dai tokenized stocks di OKX-ICE

IBM, Oracle, Intel e IonQ si aggiungono a 26 obiezioni contro OKXICE. La joint venture sta testando, sotto un nuovo quadro SEC, azioni NMS tokenizzate con regolamento in stablecoin.

IBM, Oracle e Intel si sfilano dai tokenized stocks di OKX-ICE

In breve

  • IBM, Oracle, Intel e IonQ hanno presentato obiezioni ai piani di tokenized stock della crypto exchange OKX e della società madre di NYSE Intercontinental Exchange, meglio conosciuta come ICE.
  • Il numero totale di obiezioni degli emittenti sale così a 26, secondo l’avviso aggiornato di lunedì.
  • La SEC consente il trading di azioni tokenizzate a determinate condizioni, ma le aziende hanno 30 giorni per opporsi.

IBM, Oracle, Intel e IonQ si sono uniti a un gruppo crescente di aziende che non approvano i piani di tokenized stock della crypto exchange OKX e della società madre di NYSE Intercontinental Exchange, meglio conosciuta come ICE. Il totale delle obiezioni degli emittenti sale così a 26, mentre il veicolo della joint venture si prepara a testare il nuovo quadro SEC per il trading di azioni basato su blockchain.

Più aziende dicono no

Le quattro aziende sono state citate in un avviso pubblico aggiornato di lunedì 26 ottobre di OKXICE, la joint venture delle due parti. In precedenza avevano già espresso obiezioni, tra gli altri, Microsoft, Alphabet, Goldman Sachs, Cisco e Wells Fargo, contro l’offerta delle loro azioni tramite la piattaforma.

I nuovi nomi mostrano che per OKXICE non si tratta solo di tecnologia, ma soprattutto della disponibilità delle aziende a partecipare. Delle 62 società presenti nella lista originale, 23 hanno già presentato obiezioni, pari a circa il 37%, secondo un conteggio di CoinDesk. A queste si aggiungono altre obiezioni extra che non facevano parte di quella prima selezione.

Cosa consente la SEC

Il regolatore statunitense ha concesso il 17 settembre una Innovation Exemption per Tokenized Securities Venues temporanea e condizionata. In questo modo le piattaforme possono, a determinate condizioni, negoziare azioni NMS tokenizzate con automated market makers permissioned e liquidity pool, senza doversi registrare subito come borsa valori nazionale o alternative trading system.

In pratica, questo significa che venue come OKXICE possono testare azioni su blockchain che dovrebbero offrire gli stessi diritti delle normali azioni NMS. Le aziende hanno 30 giorni per opporsi prima che il trading possa iniziare. Questa opt-out rende facile per gli emittenti dire di no, mentre il silenzio può significare che il trading va avanti.

Perché è importante

Per chi segue il crypto in Europa, questo è rilevante soprattutto perché mostra quanto la tokenization sia ormai entrata nella struttura del mercato tradizionale. Con questa eccezione, la SEC prova a modernizzare i mercati dei capitali, anche collegando la blockchain al trading azionario esistente e potenzialmente creando più trasparenza e liquidità. Allo stesso tempo, il forte flusso di obiezioni mostra che l’accettazione da parte delle società quotate è ancora tutt’altro che scontata.

OKXICE aveva già spiegato nel suo primo avviso del 4 ottobre che vuole usare i liquidity pool di Uniswap v4 sulla chain XLayer di OKX, con regolamento in stablecoin. Andrew Cuomo, co-presidente di OKXICE ed ex governatore di New York, aveva già detto la scorsa settimana che molte aziende probabilmente vorranno prima vedere come va a finire, prima di entrare per prime.


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