Finst

Il giudice respinge la richiesta di Gemini e della CFTC di annullare l’accordo

Il giudice federale mantiene in vigore l’accordo da 5 milioni di dollari del 2025, nonostante il successivo cambio di linea della CFTC. La vicenda legata a Gemini e a un contratto futures su bitcoin resta quindi rilevante dal punto di vista legale.

Il giudice respinge la richiesta di Gemini e della CFTC di annullare l’accordo

In breve

  • Un giudice federale statunitense ha respinto la richiesta di Gemini e della CFTC di annullare il loro accordo da 5 milioni di dollari.
  • Il giudice ha lasciato in vigore l’ordine del tribunale previsto dall’accordo di gennaio 2025, nonostante il successivo cambio di linea dell’autorità di vigilanza.
  • Gemini resta attiva negli Stati Uniti, mentre in precedenza l’azienda aveva già annunciato l’uscita da Regno Unito, UE e Australia.

Un giudice federale statunitense ha respinto la richiesta congiunta della crypto exchange Gemini e della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) di annullare un accordo da $5 milioni (€4,5 milioni). Così, l’intesa di gennaio 2025 resta valida, nonostante il fatto che l’autorità di vigilanza ora dica che il caso in realtà non avrebbe dovuto essere avviato.

L’accordo resta in vigore

Il giudice Alvin Hellerstein ha stabilito giovedì che il cambio di linea della CFTC non basta per annullare la precedente decisione. Ha anche respinto l’argomento di Gemini secondo cui l’azienda sarebbe stata spinta a patteggiare.

Gemini, fondata da Cameron e Tyler Winklevoss, ha già pagato l’importo di $5 milioni (€4,5 milioni). Con questa sentenza resta in vigore anche l’ordine del tribunale che vieta all’azienda di ingannare la CFTC o di negare pubblicamente i fatti emersi nell’accordo.

Il caso nasce da un reclamo del 2023, in cui la CFTC sosteneva che Gemini avesse tratto in inganno i regolatori durante una revisione nel 2017 di una proposta di contratto futures su bitcoin. Gemini ha raggiunto un accordo tre settimane prima del processo, senza ammettere né negare responsabilità.

Washington non torna indietro

La sentenza mostra che un atteggiamento più favorevole verso le crypto a Washington non si applica automaticamente in modo retroattivo ai casi già chiusi. Anche se autorità e azienda oggi sono d’accordo nel ritirare la causa, le decisioni giudiziarie già esistenti restano valide.

Questo è rilevante per il mercato crypto più ampio, perché la CFTC sta proprio lavorando a un quadro più chiaro per le crypto. Nell’ottobre 2026 l’autorità ha pubblicato un Advanced Notice of Proposed Rulemaking per chiedere commenti pubblici sulle regole per le retail commodity transactions con crypto assets. Questo passo dovrebbe portare più chiarezza e tutela dei consumatori, ma non cambia automaticamente le decisioni precedenti.

Il focus si sposta sugli Stati Uniti

Per Gemini, la sentenza si inserisce in uno spostamento più ampio verso il mercato statunitense. L’azienda può ancora restare attiva negli Stati Uniti e lanciare nuovi prodotti, ma deve comunque convivere con le condizioni dell’accordo del 2025.

L’incertezza continua sulle regole crypto negli Stati Uniti rende casi come questo ancora più importanti per gli exchange che vogliono restare attivi nel Paese. Finché il Congresso non definirà un quadro chiaro per la struttura del mercato, autorità di vigilanza e giudici continueranno ad avere un ruolo centrale.

All’inizio di quest’anno Gemini aveva anche annunciato che avrebbe lasciato Regno Unito, Unione Europea e Australia e avrebbe tagliato il 25% del personale. All’epoca l’azienda disse che voleva concentrare più risorse sul mercato statunitense e sui prediction markets, mentre sarebbe rimasta attiva a Singapore.


Avvertenza: Questo contenuto ha esclusivamente scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria, di investimento, legale o fiscale. Le informazioni fornite possono essere incomplete, inesatte o non aggiornate e non devono essere considerate come riferimento decisionale. Nulla su questo sito web deve essere considerato una raccomandazione ad acquistare, vendere o detenere criptovalute. Investire in cripto-asset comporta rischio di perdita.