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Polymarket vede 45.000 mercati chiusi con volume zero

CNBC rileva che il trading su Polymarket è concentrato in pochi contratti molto seguiti; nei mercati meno liquidi i bot pesano parecchio, anche se gli eventi sportivi stanno alimentando la crescita.

Polymarket vede 45.000 mercati chiusi con volume zero

In breve

  • Un’analisi di CNBC basata sui dati di Polymarket mostra che circa 45.000 mercati chiusi hanno registrato volume zero.
  • Circa il 70% dei mercati chiusi ha avuto meno di $10.000 di volume di trading riportato tra il 2021 e la fine di maggio 2026.
  • I bot erano soprattutto attivi nei mercati poco liquidi, mentre la crescita dei prediction markets è stata trainata soprattutto da un piccolo gruppo di temi popolari.

Secondo un report di CNBC, l’attività di trading su Polymarket è distribuita in modo molto irregolare. Circa 45.000 mercati chiusi non hanno registrato alcun volume, mentre quasi il 70% dei mercati chiusi tra il 2021 e la fine di maggio 2026 si è fermato sotto i $10.000 (€8.770) di volume riportato. Il dato arriva mentre i prediction markets stanno accelerando, spinti anche dall’attenzione verso il Mondiale di calcio 2026.

Il volume si concentra in pochi mercati

Per arrivare a queste conclusioni, CNBC ha usato i dati della Gamma API di Polymarket, che calcola il volume nozionale su entrambi i lati di una trade. Il risultato è piuttosto netto: meno del 10% dei mercati chiusi si è mosso nella fascia tra $100.000 (€87.700) e $1 milione (€0,9 milioni), mentre solo una piccola parte dei contratti ha raccolto la maggior parte dei capitali.

In pratica, l’analisi conferma che il trading si concentra in un numero ristretto di mercati molto visibili. È un andamento coerente con quello che si vede più in generale nei prediction markets, dove pochi temi di grande richiamo attirano gran parte dell’attenzione e il resto dell’offerta resta poco movimentato.

Nei mercati meno liquidi pesano i bot

Nella parte più sottile del mercato, i bot hanno avuto un ruolo decisivo. Joshua Della Vedova, docente di business alla University of San Diego, ha stimato che oltre l’80% del volume nei mercati sotto i $10.000 (€8.770) provenisse dai bot. Per bot intende i wallet che eseguono più di 50 trade al giorno oppure oltre 1.000 trade complessivi.

Secondo la sua analisi, questi bot avrebbero incassato circa $1,2 milioni (€1,1 milioni) nei mercati sotto i $10.000 (€8.770), contro circa $50,5 milioni (€44,3 milioni) nella fascia tra $1 milione (€0,9 milioni) e $10 milioni (€8,8 milioni). In quest’ultima categoria è confluito il 38% del profitto totale dei bot, mentre i mercati sopra i $10 milioni (€8,8 milioni) hanno aggiunto altri $35,1 milioni (€30,8 milioni).

Della Vedova ha spiegato che i bot operano su tutta la curva del mercato e cercano profitto trade per trade, quindi restano attivi anche nei contratti più grandi. Per chi legge, è un dettaglio importante: il volume sui prediction markets non significa automaticamente che ci sia una partecipazione ampia da parte degli utenti retail.

La crescita non cancella la forte concentrazione

Nel frattempo, il settore nel suo complesso continua a espandersi. Secondo CryptoRank, il volume settimanale legato al Mondiale sulle principali piattaforme è passato da $65 milioni (€57 milioni) nella settimana del 1 giugno a $5,4 miliardi (€4,7 miliardi) a fine giugno, con un massimo di $5,6 miliardi (€4,9 miliardi) nella settimana del 22 giugno. Kalshi ha contribuito a questa accelerazione, a conferma di quanto gli eventi sportivi possano spingere rapidamente la domanda.

Questa espansione rende ancora più evidente il divario con la lunga coda dei mercati poco liquidi. Dalla sua nascita, Polymarket ha elaborato una stima compresa tra $8 miliardi (€7 miliardi) e $12 miliardi (€10,5 miliardi) di volume cumulato, con la quota più ampia concentrata nel ciclo elettorale statunitense del 2024 e nella fase di crescita seguita al ritorno sul mercato americano nel 2025. Nei primi 11 mesi del 2025, inoltre, la piattaforma ha superato i $22 miliardi (€19,3 miliardi) di volume nozionale, con un aumento del 57% rispetto all’intero 2024.

Nel frattempo, Kalshi e ADI Predictstreet hanno allargato ulteriormente l’offerta legata al Mondiale 2026 con una strategia internazionale. Il quadro si inserisce nel percorso raccontato da Kalshi e ADI Predictstreet stanno ampliando le previsioni globali sul Mondiale, dove gli eventi sportivi riescono a generare in poco tempo flussi di trading molto elevati.

Per chi segue il settore crypto in Europa, il messaggio è chiaro: i prediction markets sono ormai abbastanza maturi da muovere volumi da miliardi, ma la liquidità resta concentrata in pochi contratti popolari. Un aspetto che può pesare anche nel modo in cui regolatori, piattaforme e trader professionali valutano la qualità del mercato e il comportamento degli utenti.


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