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Saylor vuole Bitcoin nelle banche e punta a 100 trilioni di dollari

Saylor vuole che le banche americane custodiscano Bitcoin per i clienti e concedano prestiti contro di esso. Vede regole di Basilea meno rigide e l’AI come acceleratori di un’adozione più ampia.

Saylor vuole Bitcoin nelle banche e punta a 100 trilioni di dollari

In breve

  • Michael Saylor vuole che le banche americane custodiscano Bitcoin per i clienti e concedano prestiti contro di esso.
  • Dice che il mercato degli asset digitali può crescere fino a diventare un’industria da 100 trilioni di dollari.
  • Saylor definisce le attuali regole di Basilea un freno e vede anche un ruolo per l’AI nel denaro digitale.

Michael Saylor vuole che le banche americane custodiscano Bitcoin per i clienti e concedano prestiti contro di esso. Secondo il presidente di Strategy, il mercato degli asset digitali può crescere fino a diventare un’industria da 100 trilioni di dollari (€87,7 trilioni). Collega questa visione a un cambiamento più ampio in cui banche, autorità di vigilanza e sistemi di AI devono poter lavorare sempre di più con il valore digitale.

Banche e custodia di Bitcoin

Saylor ha spiegato il suo piano in un documento di policy dopo il suo intervento al summit Freedom Tech DC del Bitcoin Policy Institute. Vuole che le banche offrano la custodia di Bitcoin, quindi conservino la moneta per conto dei clienti, e che possano anche concedere prestiti contro di essa, il tutto sotto regole chiare.

Secondo lui, per farlo le autorità di vigilanza devono distinguere nettamente tra tre attività: custodire Bitcoin per un cliente, prestare contro quei Bitcoin e assumere posizioni con il capitale proprio della banca. Questa distinzione, secondo Saylor, serve a dare più spazio alle banche senza che tutto finisca sotto le stesse pesanti regole patrimoniali.

Le regole di Basilea restano un freno

Le attuali regole internazionali sul capitale ostacolano ancora questo approccio, dice Saylor. Nel quadro di Basilea, le posizioni crypto più rischiose ricevono una ponderazione del rischio del 1.250%, il che significa che le banche devono detenere capitale per quell’esposizione pari al valore totale della posizione. Il Basel Committee on Banking Supervision sta rivedendo queste regole e più avanti quest’anno sono attesi aggiornamenti.

Questo trattamento severo ha già spinto spesso le banche verso alternative, come affidarsi a terze parti per la custodia. Saylor definisce l’approccio attuale un esempio di quanto Bitcoin venga ancora trattato duramente nel sistema bancario tradizionale.

Perché è rilevante per l’Europa

Per chi segue le crypto in Europa, questa è più di una discussione di politica americana. Se le grandi banche potranno offrire custodia di Bitcoin e prodotti di credito, questo potrebbe influenzare il modo in cui le istituzioni guardano alle crypto in tutto il mondo, anche nei mercati dove le regole sono già più sviluppate. L’Unione Europea e Singapore hanno già fatto più passi in questa direzione, mentre i ritardi negli Stati Uniti potrebbero spingere l’innovazione altrove.

Saylor collega la sua visione anche all’AI. Si aspetta che gli agenti AI facciano ricerche, negozino e acquistino per conto delle persone, rendendo necessario un denaro che si muova 24 ore su 24 e alla velocità del software. Secondo lui, Bitcoin si adatta bene a un sistema del genere, anche se non indica una tempistica per la crescita fino a 100 trilioni di dollari (€87,7 trilioni).

La discussione arriva in un momento in cui la politica americana ha invece portato meno chiarezza. Il 15 settembre il Senato ha votato 49 contro 50 contro l’ulteriore esame del CLARITY Act, una proposta di legge che avrebbe dovuto fissare le regole per il mercato crypto americano. Saylor vede i prossimi due anni soprattutto come un periodo in cui avranno un ruolo la SEC, la CFTC, il Dipartimento del Tesoro e la Casa Bianca.

Anche all’interno di Strategy il dibattito va avanti da tempo su come un bilancio guidato da Bitcoin si inserisca accanto al modello bancario tradizionale. Questo rende il suo appello alla custodia bancaria e al credito ancora più rilevante per il modo in cui le istituzioni guardano a Bitcoin.


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